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· 9 min di lettura

Centri di costo: cosa sono e come si legano alle commesse

Cosa sono i centri di costo, come si classificano, un esempio di ribaltamento sulle commesse e come si impostano in un gestionale come Business Central.

Un centro di costo è una parte dell’azienda a cui si attribuiscono i costi che consuma: un reparto, una funzione, una sede, un team. Serve a sapere quanto costa far funzionare quella parte e chi ne risponde. Nella contabilità analitica è il primo livello di raccolta dei costi, prima di arrivare a prodotti, servizi, clienti o commesse.

In un’azienda che lavora a commessa il centro di costo ha un compito preciso: raccogliere i costi che non si possono attribuire subito a una commessa (amministrazione, commerciale, sede, strumenti interni) e ribaltarli sulle commesse con una regola dichiarata. Senza quella regola i costi di struttura restano in un unico totale, e nessuno sa quanta parte ne consuma ogni commessa.

Centro di costo: significato

Il centro di costo è un’unità organizzativa con due caratteristiche: consuma risorse misurabili e ha un responsabile. Per le imprese nessuna norma impone i centri di costo né dice come disegnarli, come per la contabilità analitica di cui fanno parte: la struttura la decide l’azienda.

Il centro di costo è il tipo più semplice di centro di responsabilità. Gli altri tipi si distinguono per quello di cui risponde chi li guida:

Tipo di centroDi cosa risponde il responsabileEsempio in un’azienda di servizi
Centro di costoDei costi che il centro consumaAmministrazione, IT interno, team di delivery
Centro di ricavoDei ricaviUfficio commerciale, quando ha un obiettivo di vendita
Centro di profittoDi costi e ricavi, quindi del margineBusiness unit dei servizi gestiti con un proprio listino
Centro di investimentoDi margine e capitale investitoUna società controllata

Anche Microsoft usa questa accezione: nella documentazione di Business Central i centri di costo sono i reparti e i centri profitto responsabili di costi e ricavi, mentre gli oggetti di costo sono i prodotti, i gruppi di prodotti o i servizi che sostengono i costi (Informazioni sulla contabilità industriale).

Come si classificano i centri di costo

In base al rapporto con il lavoro per i clienti, i centri di costo si dividono in tre famiglie.

  • Centri produttivi (o finali). Lavorano direttamente per clienti e commesse: il team che realizza i progetti, il service desk che gestisce i contratti di assistenza. Le loro ore finiscono sulle commesse.
  • Centri ausiliari. Servono i centri produttivi ma non lavorano per i clienti: il team che gestisce gli ambienti di sviluppo, il PMO, la formazione tecnica interna.
  • Centri comuni (o di struttura). Servono tutta l’azienda: amministrazione, direzione, risorse umane, sede. Quando un costo serve a tutti, si parla di centro di costo comune.

La classificazione conta per il ribaltamento. I costi dei centri comuni e ausiliari si ribaltano sui centri produttivi, e solo dai centri produttivi arrivano alle commesse.

Centri di costo e commesse: come si collegano

Centro di costo e commessa rispondono a due domande diverse: dove nasce un costo e per chi si lavora. Un’ora di un consulente appartiene al centro Progetti e alla commessa del cliente nello stesso momento, e un buon sistema registra le due informazioni sullo stesso movimento.

Il percorso dei costi segue due strade:

  • I costi diretti vanno subito sulla commessa: le ore registrate dal team, un subappalto, una licenza comprata per quel cliente. Portano con sé anche il centro di costo che li ha generati.
  • I costi indiretti passano dai centri di costo: l’affitto, l’amministrazione, gli strumenti interni. Si raccolgono sui centri, si ribaltano sui centri produttivi e da lì sulle commesse, con una base di riparto.

Il principio contabile sui lavori in corso su ordinazione descrive la stessa architettura. Secondo l’OIC 23 (par. 35), i costi indiretti si imputano alle singole commesse con criteri sistematici e razionali, di solito con una contabilità industriale strutturata secondo centri di costo. Il dettaglio di quali costi sono diretti e quali indiretti è in contabilità di commessa: come si allocano davvero i costi.

Un esempio: dal centro di costo alla commessa

Delta Srl è un system integrator inventato per questo esempio, con due centri produttivi (Progetti, 8 persone; Servizi gestiti, 5 persone) e due centri comuni (Sede e IT interno; Amministrazione e direzione). In un mese i centri comuni costano 33.000 euro. Il percorso fino alla commessa ha tre passi.

Passo 1: raccogli i costi sui centri. Ogni fattura passiva e ogni costo del personale di struttura arriva con il suo centro: 13.000 euro su Sede e IT interno, 20.000 su Amministrazione e direzione.

Passo 2: ribalta i centri comuni sui centri produttivi. Sede e IT si ribalta in base alle persone (8 su 13 e 5 su 13), perché spazio e postazioni seguono le persone. Amministrazione e direzione si ribalta in base al costo del personale dei due centri (45.000 e 30.000 euro, cioè 60% e 40%), perché paghe, contratti e gestione delle persone crescono con il costo del personale.

Centro di costo (esempio, un mese)TipoCosti raccoltiDa Sede e ITDa AmministrazioneTotale di struttura
Sede e IT internoComune13.000 €−13.000 €0 €
Amministrazione e direzioneComune20.000 €−20.000 €0 €
Progetti (8 persone)Produttivo8.000 €12.000 €20.000 €
Servizi gestiti (5 persone)Produttivo5.000 €8.000 €13.000 €
Totale33.000 €0 €0 €33.000 €

Passo 3: dal centro produttivo alle commesse. Il centro Progetti ha registrato 1.000 ore sulle commesse nel mese: la sua tariffa di struttura è 20.000 ÷ 1.000 = 20 euro per ora. Servizi gestiti ha registrato 520 ore: 13.000 ÷ 520 = 25 euro per ora. Ogni commessa riceve la quota del centro che ci ha lavorato, in proporzione alle ore.

La commessa Omega, del centro Progetti, ha usato 180 ore nel mese:

Commessa Omega (esempio)Importo
Ricavi del mese14.400 €
Ore del team (180 × 45 € di costo orario pieno)8.100 €
Subappalto1.200 €
Margine di contribuzione5.100 € (35,4%)
Quota del centro Progetti (180 ore × 20 €)3.600 €
Margine dopo i costi di struttura1.500 € (10,4%)

Il margine di contribuzione dice quanto Omega porta per coprire la struttura; il margine dopo la quota di struttura dice se la ripaga. Come usare i due numeri, e quando uno dei due basta, è spiegato in full costing e direct costing e nella guida al margine di contribuzione.

La base di riparto si difende con una frase

Per ogni ribaltamento scrivi perché hai scelto quella base: «la sede si ribalta per persone perché lo spazio segue le persone». Se la frase non regge, la base è sbagliata. Se nessuna base regge per un’attività che alcuni clienti consumano molto più di altri, come la fatturazione o l’assistenza di primo livello, valuta l’activity based costing.

Come impostare i centri di costo in una PMI

La struttura dei centri di costo funziona se rispecchia l’organizzazione vera e se i dati arrivano da soli. Qualche regola pratica:

  1. Pochi centri, legati a un responsabile. Tre o quattro centri comuni e un centro per ogni team produttivo bastano per iniziare. Un centro senza responsabile è solo un’etichetta.
  2. Basi di riparto misurabili ogni mese. Persone, ore registrate, costo del personale, metri quadri: dati che il gestionale o le paghe producono già, senza stime a fine anno.
  3. Il centro sul movimento quando nasce. La fattura del fornitore, la nota spese, la riga delle paghe: il centro si indica in registrazione. Assegnare ogni persona a un centro di costo anche nell’elaborazione delle paghe fa arrivare il costo del personale già diviso.
  4. Ribaltamenti rivisti una volta l’anno. Le basi scelte quando l’azienda aveva un solo tipo di servizio smettono di funzionare quando ne ha tre.
  5. Stessa struttura per budget e consuntivo. Se il budget è per centro di costo e il consuntivo no, gli scostamenti non si possono leggere.

La somma dei costi dei centri comuni è anche il dato di partenza del punto di pareggio: sono i costi fissi che le ore vendute devono coprire ogni mese. Con il calcolatore del break-even point vedi quante ore servono per pagarli.

Centri di costo in un gestionale: il caso Business Central

In Microsoft Dynamics 365 Business Central i centri di costo si possono gestire a due livelli.

  • Le dimensioni. Sono etichette che si aggiungono a ogni movimento, come reparto o progetto, e che evitano di moltiplicare i conti del piano dei conti. Business Central permette due dimensioni globali, usabili come filtro ovunque, e fino a otto dimensioni di scelta rapida come campi sulle righe (Uso delle dimensioni). Una dimensione «centro di costo» sui movimenti è il modo più diretto per avere il dato.
  • La contabilità industriale. Organizza tipi di costo, centri di costo e oggetti di costo, e sposta i costi con allocazioni: dai centri di pre-costo ai centri principali e da questi agli oggetti di costo, con basi fisse (per esempio la metratura) o dinamiche (Informazioni sulla contabilità industriale). Microsoft stessa indica che i centri di costo si possono collegare ai reparti e gli oggetti di costo ai progetti.

Il centro di costo, da solo, non dice se una commessa sta rendendo. Per quello serve il dato della commessa: ore, costi e fatture registrati mentre il lavoro avanza. Talete lavora su questo lato, dentro Business Central e sugli stessi movimenti: aggiorna il margine per commessa, task e cliente a ogni registrazione, mentre dimensioni e contabilità industriale restano quelle standard. Per un system integrator con team di progetto e servizi gestiti vuol dire leggere nello stesso sistema quanto costa ogni team e quanto rende ogni commessa.

I centri di costo nella pubblica amministrazione

Nelle pubbliche amministrazioni, a differenza delle imprese, la contabilità per centri di costo è un obbligo: l’art. 10 del D.Lgs. 279/1997 prevede che adottino un sistema di contabilità economica fondato su rilevazioni analitiche per centri di costo, per collegare le risorse impiegate ai risultati e alle responsabilità dei dirigenti. Lo stesso articolo stabilisce che i centri di costo si individuano in coerenza con i centri di responsabilità dell’amministrazione, la stessa logica che conviene seguire in un’impresa.

Domande frequenti

Cosa sono i centri di costo?

Sono le parti dell'azienda a cui si attribuiscono i costi che consumano: un reparto, una funzione, una sede, un team. Servono a sapere quanto costa far funzionare ciascuna parte e chi ne risponde, e sono il primo livello di raccolta dei costi nella contabilità analitica.

Puoi fare un esempio di centro di costo?

In un system integrator sono centri di costo il team Progetti e il team Servizi gestiti, che lavorano per i clienti, e l'amministrazione o la sede, che servono tutta l'azienda. I costi dei centri comuni si ribaltano sui centri produttivi e da lì sulle commesse, per esempio con una tariffa di struttura per ogni ora lavorata.

Che differenza c'è tra centro di costo e commessa?

Il centro di costo dice dove nasce un costo e chi ne risponde; la commessa dice per quale cliente o progetto si lavora. Un'ora di un consulente appartiene al centro Progetti e alla commessa del cliente nello stesso momento. I costi diretti vanno subito sulla commessa, quelli indiretti passano dai centri di costo.

Che differenza c'è tra centro di costo e centro di profitto?

Il responsabile di un centro di costo risponde solo dei costi che il centro consuma. Il responsabile di un centro di profitto risponde di costi e ricavi, quindi del margine. Un reparto amministrativo è di solito un centro di costo; una business unit che vende i propri servizi può essere un centro di profitto.

Cosa sono i centri di costo nella pubblica amministrazione?

Il D.Lgs. 279/1997, all'art. 10, prevede che le pubbliche amministrazioni adottino un sistema di contabilità economica fondato su rilevazioni analitiche per centri di costo, individuati in coerenza con i centri di responsabilità, per monitorare costi, rendimenti e risultati dell'azione amministrativa.

Quanti centri di costo servono a una PMI?

Non c'è un numero giusto. Conviene partire con pochi centri, legati a responsabilità vere e a basi di riparto che sai misurare ogni mese, e aggiungerne solo quando una decisione lo richiede. Troppi centri producono ribaltamenti che nessuno legge.

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