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Cash flow di commessa
La cassa di una commessa mese per mese: picco di fabbisogno, saldo a 30, 60 e 90 giorni, margine.
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Scrivi costi fissi, costo orario e tariffa: vedi quante ore devi vendere ogni mese per coprire i costi (il punto di pareggio), il fatturato che corrisponde e quanto sei sopra o sotto. Più in basso trovi la formula, un esempio svolto e i limiti del calcolo.
Partono dall’esempio di Alfa Srl, un’azienda inventata: scrivi i tuoi. Tutto al mese, IVA esclusa.
Affitto, persone di struttura (amministrazione, vendite, direzione), software, consulenze.
Retribuzione, contributi e TFR diviso le ore che vendono. Senza affitto e spese generali: sono già nei costi fissi.
Quella che incassi: fatturato dei servizi diviso le ore fatturate, dopo gli sconti.
Ore da vendere ogni mese per il pareggio
1.667 ore
Sotto queste ore il mese chiude in perdita; sopra, ogni ora venduta porta 27 € di margine.
Fatturato di pareggio
108.333 €
Al mese: 1.300.000 € in un anno.
Margine di contribuzione
41,5%
27 € per ora: 65 € di tariffa meno 38 € di costo.
Margine di sicurezza
16,7%, valore favorevole
333 ore sopra il pareggio. Risultato del mese: 9.000 €.
Ore da vendere a testa
112 ore
Al mese per persona: il 64% delle 173 ore di un tempo pieno, prima di ferie e permessi.
| Ore vendute al mese | Risultato del mese |
|---|---|
| 0 | -45.000 € |
| 500 | -31.500 € |
| 1.000 | -18.000 € |
| 1.500 | -4.500 € |
| 2.000 | 9.000 € |
| 2.500 | 22.500 € |
Sotto l’asse le ore vendute al mese. Le barre rosse sono mesi in perdita: il pareggio è a 1.667 ore.
Il calcolo con i tuoi numeri
Ricevi la scheda completa
Tutti i numeri del calcolo, il grafico e quanto si sposta il pareggio se cambiano tariffa, costi fissi o costo orario. La vedi subito nella pagina che si apre dopo l’invio, da stampare o salvare in PDF.
Il break even point (in italiano punto di pareggio) è il livello di vendite a cui i ricavi pagano esattamente tutti i costi. Sotto quel livello l’azienda perde, sopra guadagna. Si chiama anche punto di equilibrio, e la break even analysis è l’uso di questo numero per decidere prezzi, assunzioni e obiettivi di vendita.
Servono tre numeri. I costi fissi, che restano uguali qualunque cosa tu venda. Il prezzo. Il costo variabile, cioè quello che spendi in più per ogni unità venduta. Prezzo meno costo variabile è il margine di contribuzione: la parte di ogni vendita che resta per pagare i costi fissi e, dopo, per fare utile. Come separare i due tipi di costo lo spiega la guida ai costi fissi e variabili.
Le tre formule
Il margine di contribuzione percentuale è il margine unitario diviso il prezzo. Le due formule danno lo stesso punto: la seconda è la prima moltiplicata per il prezzo, e serve quando vendi cose diverse e non esiste un’unità sola.
In un’azienda di servizi l’unità è l’ora venduta. Il prezzo è la tariffa oraria, il costo variabile è il costo orario delle persone che lavorano sulle commesse. Il calcolatore qui sopra usa queste formule.
Alfa Srl è un system integrator inventato, con quindici persone sulle commesse. Sono i numeri con cui si apre il calcolatore.
Con quindici persone, il pareggio chiede 112 ore vendute a testa ogni mese: il 64% delle 173 ore di un tempo pieno (40 ore a settimana), prima di ferie, permessi e formazione. È il tasso di utilizzo sotto il quale il mese chiude in perdita: come si misura lo spiega la guida all’utilizzo delle risorse.
La formula è una, cambia l’unità con cui misuri le vendite. Scegli quella che somiglia a come fatturi.
| Misura | Quando serve | Formula |
|---|---|---|
| In unità | Vendi prodotti, licenze o pacchetti tutti uguali | Costi fissi ÷ (prezzo − costo variabile) |
| In ore | Vendi tempo a tariffa: consulenza, sviluppo, assistenza a consuntivo | Costi fissi ÷ (tariffa − costo orario) |
| In fatturato | Vendi cose diverse: progetti a corpo, canoni, rivendita di licenze | Costi fissi ÷ margine di contribuzione % |
Se fatturi in più modi (a ore, a corpo, a canone, vedi i tipi di fatturazione di una commessa), il pareggio in fatturato è il più adatto, perché usa il margine di contribuzione medio. Vale finché il mix resta quello: più rivendita a basso margine sposta il pareggio in su, anche a parità di fatturato.
Il margine di sicurezza misura la distanza fra le vendite di oggi e il pareggio.
Margine di sicurezza
(vendite attuali − vendite di pareggio) ÷ vendite attuali × 100
Nell’esempio vale 16,7%: le ore vendute da Alfa possono calare di un sesto prima che il mese chiuda in perdita. Con un margine di sicurezza basso basta un cliente in meno, o un mese con molte ferie, per andare sotto.
Se nel costo orario metti anche una quota di affitto e amministrazione (il costo orario «pieno» del full costing), quella quota non deve tornare nei costi fissi. Contata due volte, gonfia il pareggio. Nel calcolatore il costo orario è solo quello della persona: retribuzione, contributi e TFR.
Il pareggio tratta il costo orario come un costo che nasce con l’ora venduta. Un dipendente però costa anche nelle ore che non fattura. Se le persone sulle commesse sono assunte hai due strade: calcolare il costo orario sulle ore che vendono davvero, non su quelle del contratto, così le ore non vendute sono già dentro; oppure mettere il loro costo nei costi fissi e lasciare nel costo orario solo collaboratori e fornitori esterni. La seconda strada risponde a un’altra domanda utile: quante ore devi vendere per pagare tutti, persone comprese.
Il pareggio si calcola sulla tariffa che incassi: fatturato dei servizi diviso le ore fatturate, dopo sconti e ore regalate. Le ore lavorate e mai fatturate non spariscono: entrano nel costo orario, che si divide per le ore vendute e non per quelle lavorate. Se lo dividi per le ore lavorate, il costo orario esce più basso e il pareggio sembra più vicino di quello che è.
In Talete
Talete, dentro Business Central, aggiorna il margine di ogni commessa a ogni ora registrata: vedi quali commesse ti portano sopra il pareggio e quali ti tengono sotto, mentre sono ancora aperte.
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La cassa di una commessa mese per mese: picco di fabbisogno, saldo a 30, 60 e 90 giorni, margine.
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In quanti giorni incassi davvero, quanta cassa resta ferma nei crediti e quanto vale un giorno in meno.
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Il fatturato che copre costi fissi e variabili di un’azienda di servizi, calcolato sui tuoi numeri.
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FAQ
Break even point in unità = costi fissi ÷ (prezzo − costo variabile unitario). In fatturato: costi fissi ÷ margine di contribuzione percentuale. Per un’azienda di servizi l’unità è l’ora: costi fissi ÷ (tariffa oraria − costo orario).
Sì. Break even point è il nome inglese del punto di pareggio, detto anche punto di equilibrio: il volume di vendite a cui ricavi e costi si equivalgono e il risultato è zero.
Nei costi fissi tutto quello che paghi comunque ogni mese: affitto, persone di struttura (amministrazione, vendite, direzione), software, consulenze. Nel costo orario il costo della persona che lavora sulle commesse, cioè retribuzione, contributi e TFR, diviso le ore che vende. Ogni spesa va in uno solo dei due.
Come preferisci, purché costi fissi e vendite siano dello stesso periodo. Al mese è più comodo per chi vende ore, perché si confronta con le ore vendute del mese; per l’anno si moltiplica per dodici. Se hai mesi molto diversi fra loro (agosto, dicembre), guarda anche il pareggio sull’anno.
È la distanza fra le vendite di oggi e il pareggio, in percentuale delle vendite di oggi: (vendite attuali − vendite di pareggio) ÷ vendite attuali. Dice di quanto possono calare le vendite prima di andare in perdita.
No. Il pareggio guarda costi e ricavi del conto economico; la cassa guarda quando i soldi entrano ed escono. Con clienti che pagano a 60 o 90 giorni puoi stare sopra il pareggio e avere comunque poca liquidità: per quello serve il cash flow.
Talete calcola margine, ore e fatturazione di ogni commessa dentro Business Central. Guardalo al lavoro con dati di esempio in 2 minuti, oppure prenota 30 minuti con un consulente sul tuo caso.