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Calcolo del break even point per un’azienda di servizi

Scrivi costi fissi, costo orario e tariffa: vedi quante ore devi vendere ogni mese per coprire i costi (il punto di pareggio), il fatturato che corrisponde e quanto sei sopra o sotto. Più in basso trovi la formula, un esempio svolto e i limiti del calcolo.

I tuoi numeri

Partono dall’esempio di Alfa Srl, un’azienda inventata: scrivi i tuoi. Tutto al mese, IVA esclusa.

Affitto, persone di struttura (amministrazione, vendite, direzione), software, consulenze.

Retribuzione, contributi e TFR diviso le ore che vendono. Senza affitto e spese generali: sono già nei costi fissi.

Il prezzo lo conosci come…

Quella che incassi: fatturato dei servizi diviso le ore fatturate, dopo gli sconti.

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Oggi o a budget: servono al margine di sicurezza.

Per sapere quante ore deve vendere ognuno.

Il tuo punto di pareggio

Ore da vendere ogni mese per il pareggio

1.667 ore

Sotto queste ore il mese chiude in perdita; sopra, ogni ora venduta porta 27 € di margine.

Fatturato di pareggio

108.333 €

Al mese: 1.300.000 € in un anno.

Margine di contribuzione

41,5%

27 € per ora: 65 € di tariffa meno 38 € di costo.

Margine di sicurezza

16,7%, valore favorevole

333 ore sopra il pareggio. Risultato del mese: 9.000 €.

Ore da vendere a testa

112 ore

Al mese per persona: il 64% delle 173 ore di un tempo pieno, prima di ferie e permessi.

Risultato del mese secondo le ore vendute
Risultato del mese secondo le ore vendute
Ore vendute al meseRisultato del mese
0-45.000 €
500-31.500 €
1.000-18.000 €
1.500-4.500 €
2.0009.000 €
2.50022.500 €

Sotto l’asse le ore vendute al mese. Le barre rosse sono mesi in perdita: il pareggio è a 1.667 ore.

Il calcolo con i tuoi numeri

  • Margine per ora: 65 € − 38 € = 27 €
  • Ore di pareggio: 45.000 € ÷ 27 € = 1.666,7 ore
  • Fatturato di pareggio: 45.000 € ÷ (27 € ÷ 65 €) = 108.333 €
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Tutti i numeri del calcolo, il grafico e quanto si sposta il pareggio se cambiano tariffa, costi fissi o costo orario. La vedi subito nella pagina che si apre dopo l’invio, da stampare o salvare in PDF.

Cos’è il break even point

Il break even point (in italiano punto di pareggio) è il livello di vendite a cui i ricavi pagano esattamente tutti i costi. Sotto quel livello l’azienda perde, sopra guadagna. Si chiama anche punto di equilibrio, e la break even analysis è l’uso di questo numero per decidere prezzi, assunzioni e obiettivi di vendita.

Servono tre numeri. I costi fissi, che restano uguali qualunque cosa tu venda. Il prezzo. Il costo variabile, cioè quello che spendi in più per ogni unità venduta. Prezzo meno costo variabile è il margine di contribuzione: la parte di ogni vendita che resta per pagare i costi fissi e, dopo, per fare utile. Come separare i due tipi di costo lo spiega la guida ai costi fissi e variabili.

La formula del break even point

Le tre formule

  • Margine di contribuzione unitario = prezzo − costo variabile unitario
  • Break even point in unità = costi fissi ÷ margine di contribuzione unitario
  • Break even point in fatturato = costi fissi ÷ margine di contribuzione percentuale

Il margine di contribuzione percentuale è il margine unitario diviso il prezzo. Le due formule danno lo stesso punto: la seconda è la prima moltiplicata per il prezzo, e serve quando vendi cose diverse e non esiste un’unità sola.

In un’azienda di servizi l’unità è l’ora venduta. Il prezzo è la tariffa oraria, il costo variabile è il costo orario delle persone che lavorano sulle commesse. Il calcolatore qui sopra usa queste formule.

Un esempio: il pareggio di Alfa Srl

Alfa Srl è un system integrator inventato, con quindici persone sulle commesse. Sono i numeri con cui si apre il calcolatore.

  1. Costi fissi del mese: 45.000 €

    Affitto, amministrazione, vendite, direzione, licenze software.
  2. Margine di contribuzione per ora: 27 €

    Tariffa media incassata 65 €, costo orario delle persone 38 €. Il margine è il 41,5% della tariffa.
  3. Ore di pareggio: 1.667 ore al mese

    45.000 € ÷ 27 € = 1.666,7 ore. Alfa deve vendere 1.667 ore al mese per non perdere.
  4. Fatturato di pareggio: 108.333 € al mese

    45.000 € ÷ (27 € ÷ 65 €) = 108.333 €, cioè 1.300.000 € in un anno.
  5. Margine di sicurezza: 16,7%

    Alfa vende 2.000 ore al mese, 333 sopra il pareggio. Il mese chiude con 9.000 € di utile, prima di tasse e interessi.

Con quindici persone, il pareggio chiede 112 ore vendute a testa ogni mese: il 64% delle 173 ore di un tempo pieno (40 ore a settimana), prima di ferie, permessi e formazione. È il tasso di utilizzo sotto il quale il mese chiude in perdita: come si misura lo spiega la guida all’utilizzo delle risorse.

Break even point in unità, in ore o in fatturato

La formula è una, cambia l’unità con cui misuri le vendite. Scegli quella che somiglia a come fatturi.

Quale break even point usareScorri di lato per vedere tutte le colonne.
MisuraQuando serveFormula
In unitàVendi prodotti, licenze o pacchetti tutti ugualiCosti fissi ÷ (prezzo − costo variabile)
In oreVendi tempo a tariffa: consulenza, sviluppo, assistenza a consuntivoCosti fissi ÷ (tariffa − costo orario)
In fatturatoVendi cose diverse: progetti a corpo, canoni, rivendita di licenzeCosti fissi ÷ margine di contribuzione %

Se fatturi in più modi (a ore, a corpo, a canone, vedi i tipi di fatturazione di una commessa), il pareggio in fatturato è il più adatto, perché usa il margine di contribuzione medio. Vale finché il mix resta quello: più rivendita a basso margine sposta il pareggio in su, anche a parità di fatturato.

Il margine di sicurezza

Il margine di sicurezza misura la distanza fra le vendite di oggi e il pareggio.

Margine di sicurezza

(vendite attuali − vendite di pareggio) ÷ vendite attuali × 100

Nell’esempio vale 16,7%: le ore vendute da Alfa possono calare di un sesto prima che il mese chiuda in perdita. Con un margine di sicurezza basso basta un cliente in meno, o un mese con molte ferie, per andare sotto.

Tre errori nel calcolo di un’azienda di servizi

Contare due volte le spese generali

Se nel costo orario metti anche una quota di affitto e amministrazione (il costo orario «pieno» del full costing), quella quota non deve tornare nei costi fissi. Contata due volte, gonfia il pareggio. Nel calcolatore il costo orario è solo quello della persona: retribuzione, contributi e TFR.

Trattare le persone assunte come un costo che c’è solo quando vendi

Il pareggio tratta il costo orario come un costo che nasce con l’ora venduta. Un dipendente però costa anche nelle ore che non fattura. Se le persone sulle commesse sono assunte hai due strade: calcolare il costo orario sulle ore che vendono davvero, non su quelle del contratto, così le ore non vendute sono già dentro; oppure mettere il loro costo nei costi fissi e lasciare nel costo orario solo collaboratori e fornitori esterni. La seconda strada risponde a un’altra domanda utile: quante ore devi vendere per pagare tutti, persone comprese.

Usare la tariffa di listino e le ore lavorate

Il pareggio si calcola sulla tariffa che incassi: fatturato dei servizi diviso le ore fatturate, dopo sconti e ore regalate. Le ore lavorate e mai fatturate non spariscono: entrano nel costo orario, che si divide per le ore vendute e non per quelle lavorate. Se lo dividi per le ore lavorate, il costo orario esce più basso e il pareggio sembra più vicino di quello che è.

I limiti del break even point

  • Suppone costi e prezzi lineari. I costi fissi salgono a gradini (una persona in più in amministrazione, un ufficio più grande) e ogni gradino sposta il pareggio.
  • Suppone un mix costante. Con tariffe diverse per figure diverse, il pareggio cambia con il mix delle ore vendute.
  • Guarda il conto economico, non la cassa. Puoi stare sopra il pareggio e restare senza liquidità se incassi a 90 giorni: per questo servono il cash flow di commessa e il calcolo del DSO.
  • È una media dell’azienda. Una commessa può perdere soldi anche quando l’azienda sta sopra il pareggio: lo vedi solo con il margine di ogni commessa.

In Talete

Talete, dentro Business Central, aggiorna il margine di ogni commessa a ogni ora registrata: vedi quali commesse ti portano sopra il pareggio e quali ti tengono sotto, mentre sono ancora aperte.

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    Break-even point

    Il fatturato che copre costi fissi e variabili di un’azienda di servizi, calcolato sui tuoi numeri.

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Da leggere dopo il calcolo

FAQ

Domande sul break even point

Qual è la formula del break even point?

Break even point in unità = costi fissi ÷ (prezzo − costo variabile unitario). In fatturato: costi fissi ÷ margine di contribuzione percentuale. Per un’azienda di servizi l’unità è l’ora: costi fissi ÷ (tariffa oraria − costo orario).

Break even point e punto di pareggio sono la stessa cosa?

Sì. Break even point è il nome inglese del punto di pareggio, detto anche punto di equilibrio: il volume di vendite a cui ricavi e costi si equivalgono e il risultato è zero.

Cosa metto nei costi fissi e cosa nel costo orario?

Nei costi fissi tutto quello che paghi comunque ogni mese: affitto, persone di struttura (amministrazione, vendite, direzione), software, consulenze. Nel costo orario il costo della persona che lavora sulle commesse, cioè retribuzione, contributi e TFR, diviso le ore che vende. Ogni spesa va in uno solo dei due.

Il break even point si calcola al mese o all’anno?

Come preferisci, purché costi fissi e vendite siano dello stesso periodo. Al mese è più comodo per chi vende ore, perché si confronta con le ore vendute del mese; per l’anno si moltiplica per dodici. Se hai mesi molto diversi fra loro (agosto, dicembre), guarda anche il pareggio sull’anno.

Cos’è il margine di sicurezza?

È la distanza fra le vendite di oggi e il pareggio, in percentuale delle vendite di oggi: (vendite attuali − vendite di pareggio) ÷ vendite attuali. Dice di quanto possono calare le vendite prima di andare in perdita.

Stare sopra il break even point vuol dire avere cassa?

No. Il pareggio guarda costi e ricavi del conto economico; la cassa guarda quando i soldi entrano ed escono. Con clienti che pagano a 60 o 90 giorni puoi stare sopra il pareggio e avere comunque poca liquidità: per quello serve il cash flow.

Dal pareggio dell’azienda al margine di ogni commessa.

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