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Calcolo del DSO: in quanti giorni incassi davvero

Due numeri dal bilancio o dallo scadenzario, crediti verso clienti e fatturato, e vedi subito il DSO, la cassa ferma nei crediti e quanto vale ogni giorno in meno. Se lavori su commessa, anche i giorni che passano prima della fattura.

Senza registrazione. Il calcolo avviene nel tuo browser: crediti e fatturato ci arrivano solo se chiedi il piano completo.

I tuoi numeri

Qui sotto c’è un esempio (Alfa Srl, un’azienda inventata). Scrivi i tuoi numeri: il risultato cambia mentre scrivi.

Fatture emesse e non ancora incassate, a fine periodo. Nello stato patrimoniale è la voce C.II.1; di solito comprendono l’IVA.

Nel conto economico è la voce A.1, ricavi delle vendite e delle prestazioni. Stesso periodo dei crediti.

Periodo del fatturato

Se fatturi in split payment o in esenzione, togli la spunta. Se è così solo per una parte dei clienti, scrivi un’aliquota media.

Le ipotesi del calcolo365 giorni nel periodo, denaro al 6% l’anno.

365 l’anno, 91 il trimestre, 30 il mese.

Il tasso del tuo fido, o quanto renderebbe la cassa. Serve al costo dei crediti.

Il DSO dell’esempio

DSO, giorni medi di incasso

73 giorni

Crediti confrontati col fatturato IVA compresa, su un anno di 365 giorni.

Cassa ferma nei crediti

2.440.000 €

Fatture emesse e non ancora incassate.

Costo dei crediti

146.400 € l’anno

Al 6% l’anno: interessi pagati sul fido, o resa mancata della cassa.

Quanto vale un giorno di incasso

33.425 €

10 giorni

10 giorni in meno di DSO liberano 334.247 € di cassa, una volta sola.

L’errore dell’IVA

Dividendo i crediti, che comprendono l’IVA, per il fatturato senza IVA verrebbero 89 giorni: 16 in più di quelli veri. Qui il fatturato è portato con l’IVA prima del confronto.

Come l’abbiamo calcolato

Fatturato con IVA
10.000.000 € × 1,22
= 12.200.000 €
DSO
2.440.000 € ÷ 12.200.000 € × 365
= 73 giorni
Valore di un giorno
12.200.000 € ÷ 365
= 33.425 €
Costo dei crediti
2.440.000 € × 6%
= 146.400 € l’anno
Ricevi il piano in 90 giorni

Ricevi il piano dei prossimi 90 giorni per ridurre DSO e lock-up

  • Le azioni per i prossimi 90 giorni, scelte sui tuoi numeri: ritardo, termini, lavoro da fatturare.
  • L’andamento del DSO trimestre per trimestre, con il grafico e la tendenza.
  • Un report da stampare o salvare in PDF.

Si apre subito, nella pagina successiva. Col modulo ci arrivano anche i numeri del calcolo, per costruire il piano.

Serve solo se vuoi leggerlo con un consulente in 30 minuti.

Come funziona

Due numeri obbligatori, due facoltativi

  1. Scrivi crediti e fatturato

    I crediti verso clienti a fine periodo e il fatturato dello stesso periodo, IVA esclusa. Li trovi nel bilancio o, per un mese o un trimestre, nello scadenzario clienti.
  2. Controlla l’IVA

    Se i crediti comprendono l’IVA, lo strumento la aggiunge anche al fatturato prima di confrontarli. Con lo split payment o le operazioni esenti togli la spunta.
  3. Aggiungi termini e commessa, se vuoi

    Con i termini concordati vedi il ritardo. Con il lavoro fatto e non ancora fatturato vedi il lock-up: i giorni fra il lavoro finito e l’incasso.

Metodo e formule

Cos’è il DSO e come si calcola

Il DSO (days sales outstanding) è il numero medio di giorni che passano fra la fattura e l’incasso. In italiano si chiama anche giorni medi di incasso, o durata media dei crediti verso clienti. Si calcola dividendo i crediti verso clienti per il fatturato del periodo e moltiplicando per i giorni del periodo.

La formula

DSO = crediti verso clienti ÷ fatturato del periodo × giorni del periodo

Se i crediti comprendono l’IVA, il fatturato si porta con l’IVA prima di dividere: fatturato × (1 + aliquota). Il rapporto fatturato ÷ crediti è l’indice di rotazione dei crediti: il DSO è anche i giorni del periodo divisi per quell’indice.

L’errore dell’IVA

Nello stato patrimoniale i crediti verso clienti sono fatture emesse e non ancora pagate, quindi di solito IVA compresa. Il fatturato del conto economico invece è senza IVA. Se li dividi così come sono, il DSO esce più alto del vero.

Con crediti di 2.440.000 € e un fatturato annuo di 10.000.000 €, la divisione diretta dà 89 giorni. Portando il fatturato con l’IVA al 22% (12.200.000 €) i giorni sono 73 giorni: 16 giorni di differenza, solo per un confronto fra numeri di natura diversa. Lo strumento qui sopra fa la correzione da solo, e te la mostra.

DSO, termini e ritardo: tre numeri diversi

I termini sono quello che hai scritto nei contratti; il DSO è quello che succede davvero; il ritardo è la differenza. Un DSO di 73 giorni con termini a 60 giorni vuol dire 13 giorni di ritardo medio. Se il ritardo esce negativo incassi prima dei termini: di solito ci sono acconti, oppure crediti e fatturato non sono dello stesso periodo.

Termini, DSO e ritardo: cosa misuranoScorri di lato per vedere tutte le colonne.
NumeroCosa misuraDa dove vieneNell’esempio
Termini concordatiDopo quanti giorni il cliente deve pagareI contratti e le condizioni di vendita60 giorni
DSODopo quanti giorni il cliente paga davvero, in mediaCrediti e fatturato del periodo73 giorni
Ritardo medioQuanto si paga oltre i terminiDSO meno termini13 giorni
  • Esempio: Alfa Srl, azienda inventata, con i numeri di questa pagina.

Fra imprese il termine di legge è di 30 giorni dal ricevimento della fattura. Le parti possono concordarne uno più lungo, ma oltre 60 giorni va pattuito espressamente, la clausola va provata per iscritto e non deve essere gravemente iniqua per chi vende.

Le ipotesi del calcolo

  • Giorni del periodo: 365 per l’anno, 91 per il trimestre, 30 per il mese. Si cambiano nelle ipotesi dello strumento.
  • IVA al 22%, l’aliquota ordinaria. Con split payment o operazioni esenti si toglie la spunta; con clienti misti si scrive un’aliquota media.
  • Costo del denaro al 6% l’anno: è un’ipotesi, non un dato. Scrivi il tasso del tuo fido o quanto renderebbe la tua cassa.
  • Se scegli «quanto aspetti a fatturare» invece dell’importo, contiamo il valore centrale della fascia: 4, 11 o 21 giorni, e 35 oltre le quattro settimane.
  • Nessun confronto con una media di settore: non abbiamo una fonte primaria recente, calcolata con lo stesso metodo. Il confronto utile è con i tuoi termini e con il tuo DSO dei periodi passati.

Per chi lavora su commessa

Il DSO di chi lavora su commessa: il lock-up

Il DSO parte dalla fattura. Chi lavora su commessa però aspetta anche prima: ore e costi sono già spesi, ma la fattura arriva a fine mese, a fine fase o quando il cliente approva il SAL. Quei giorni non entrano nel DSO, e la cassa è ferma lo stesso.

Il lock-up somma le due attese: i giorni di lavoro fatto e non ancora fatturato più il DSO. Il termine viene dagli studi professionali, e nelle aziende a commessa di servizi funziona allo stesso modo.

Le formule del lock-up

Giorni prima della fattura = lavoro fatto e non fatturato ÷ fatturato del periodo (senza IVA) × giorni del periodo

Lock-up = giorni prima della fattura + DSO

Alfa Srl ha 600.000 € di lavoro fatto e non ancora fatturato: con 10.000.000 € di fatturato annuo sono 21,9 giorni. Con un DSO di 73 giorni il lock-up è di circa 95 giorni, e la cassa ferma sale a 3.040.000 €. Quei 21,9 giorni dipendono da quando Alfa emette le fatture, non dai suoi clienti.

In Talete

Ore e costi registrati confluiscono nella commessa giusta. Con la fatturazione massiva selezioni le commesse, applichi i raggruppamenti e crei le fatture, anche elettroniche; le commesse a importo fisso si fatturano a fasi o SAL, con le autorizzazioni alla fatturazione. Come funziona Talete

Esempio completo

Alfa Srl, dai numeri al risultato

Un’azienda di servizi inventata: crediti 2.440.000 € IVA compresa, fatturato annuo 10.000.000 €, termini a 60 giorni, 600.000 € di lavoro da fatturare. Sono i numeri con cui si apre lo strumento.

DSO, giorni medi di incasso

73 giorni, valore da tenere d’occhio

Crediti confrontati col fatturato IVA compresa, su un anno di 365 giorni.

Ritardo sui termini

13 giorni, valore da tenere d’occhio

Oltre i 60 giorni concordati.

Lock-up, dal lavoro fatto all’incasso

95 giorni, valore da tenere d’occhio

21,9 giorni prima della fattura più 73 giorni di DSO.

Cassa ferma, crediti e lavoro da fatturare

3.040.000 €

2.440.000 € di crediti più 600.000 € di lavoro fatto e non fatturato.

Costo dei crediti

146.400 € l’anno

Al 6% l’anno: interessi pagati sul fido, o resa mancata della cassa.

Dalla fine del lavoro all’incasso: 95 giorni
  1. Lavoro fatto, non ancora fatturato: 21,9 giorni
  2. Termini concordati: 60 giorni
  3. Ritardo oltre i termini: 13 giorni

Il ritardo comincia prima del cliente

Il lavoro resta non fatturato per 21,9 giorni prima ancora di arrivare in fattura: quella parte dell’attesa dipende da te, non dal cliente.

Simula la cassa di una commessa mese per mese oppure leggi come funziona la fatturazione a SAL.

L’errore dell’IVA

Dividendo i crediti, che comprendono l’IVA, per il fatturato senza IVA verrebbero 89 giorni: 16 in più di quelli veri. Qui il fatturato è portato con l’IVA prima del confronto.

Il calcolo, passo per passo

Fatturato con IVA
10.000.000 € × 1,22
= 12.200.000 €
DSO
2.440.000 € ÷ 12.200.000 € × 365
= 73 giorni
Ritardo medio
73 giorni − 60 giorni
= 13 giorni
Valore di un giorno
12.200.000 € ÷ 365
= 33.425 €
Costo dei crediti
2.440.000 € × 6%
= 146.400 € l’anno
Giorni prima della fattura
600.000 € ÷ 10.000.000 € × 365
= 21,9 giorni
Lock-up
21,9 + 73
= 95 giorni
Cassa ferma
2.440.000 € + 600.000 €
= 3.040.000 €

Cosa fare

Sei leve per ridurre DSO e lock-up

  1. Fatturare subito

    Il giorno in cui il lavoro è finito, non a fine mese. Ogni giorno di attesa prima della fattura si somma al DSO nel lock-up.

  2. SAL o tappe

    Sulle commesse lunghe fatturi per fasi o stati di avanzamento scritti nel contratto, invece che tutto alla consegna.

    Come si fattura a SAL
  3. Anticipi

    Un acconto alla firma copre le prime settimane di lavoro e riduce la cassa che anticipi al cliente.

    Milestone e pagamenti di commessa
  4. Termini

    Sui contratti nuovi proponi termini più corti, e scrivili. Fra imprese, termini oltre 60 giorni vanno pattuiti espressamente e per iscritto.

  5. Solleciti

    Un promemoria qualche giorno prima della scadenza, un sollecito il giorno dopo e una persona che guarda lo scadenzario ogni settimana.

  6. Ore documentate

    Una fattura contestata non si paga finché la contestazione non si chiude. Le ore approvate e le attività svolte, allegate o a disposizione, tolgono argomenti a chi contesta.

    Come si evitano le contestazioni sulle ore

FAQ

Domande frequenti sul DSO

Qual è un DSO buono?

Non esiste un valore buono per tutti: dipende dai termini che concedi e dal tuo mercato. Il confronto che conta è con i tuoi termini medi, perché la differenza è il ritardo, e con il tuo DSO dei periodi precedenti. Qui non riportiamo medie di settore: non abbiamo una fonte primaria recente calcolata con lo stesso metodo.

Che differenza c’è fra DSO e DPO?

Il DSO misura in quanti giorni incassi dai clienti; il DPO (days payable outstanding) in quanti giorni paghi i fornitori, con la stessa formula: debiti verso fornitori diviso acquisti del periodo, per i giorni del periodo. Se il DSO è più lungo del DPO, per la differenza finanzi i clienti con la tua cassa.

Cos’è il metodo del conto alla rovescia?

Invece di dividere per il fatturato dell’anno, dai crediti di fine mese togli il fatturato dei mesi, dal più recente, finché i crediti non finiscono, e conti i giorni. Esempio: crediti di 2.440.000 €; fatturato con IVA di dicembre 1.220.000 €, di novembre 976.000 €, di ottobre 1.098.000 €. Dicembre e novembre si consumano per intero (31 + 30 giorni), restano 244.000 €, cioè 6,9 dei 31 giorni di ottobre: il DSO è di 68 giorni. Segue meglio la stagionalità, perché pesa i mesi più recenti.

Come tratto l’IVA, lo split payment e le operazioni esenti?

I crediti del bilancio sono fatture emesse, quindi di solito IVA compresa, mentre il fatturato del conto economico è senza IVA: per confrontarli il fatturato va portato con l’IVA. Con la scissione dei pagamenti (split payment) l’IVA la versa la Pubblica amministrazione, quindi il credito verso di lei è senza IVA; lo stesso vale per le operazioni esenti o non imponibili. Se solo una parte dei clienti è così, usa un’aliquota media: con metà del fatturato in split payment, per esempio, 11%.

Come conto le fatture emesse in anticipo?

Le fatture emesse prima del lavoro, come canoni anticipati o acconti, restano nei crediti finché non sono pagate. Se nel calcolo usi i ricavi di competenza del conto economico, crediti e fatturato non si corrispondono e il DSO esce più alto: usa il fatturato emesso nel periodo. Gli acconti già incassati invece abbassano i crediti, ed è per questo che il ritardo può uscire negativo.

Da dove prendo i crediti verso clienti?

Nello stato patrimoniale sono la voce C.II.1, crediti verso clienti (articolo 2424 del codice civile). Per un mese o un trimestre usa lo scadenzario clienti alla data di fine periodo: il totale delle fatture emesse e non ancora incassate, comprese quelle scadute.

Il calcolo vale anche per un trimestre o un mese?

Sì: scegli il periodo e usa i crediti a fine periodo e il fatturato dello stesso periodo. I giorni sono 91 per il trimestre e 30 per il mese, e puoi cambiarli nelle ipotesi. Su periodi corti il DSO risente di più della stagionalità: per seguirlo nel tempo usa sempre lo stesso periodo.

Cosa ricevo lasciando l’email?

Il piano per i prossimi 90 giorni costruito sui tuoi numeri, lo spazio per scrivere il DSO di quattro trimestri o dodici mesi con grafico e tendenza, e un report da stampare o salvare in PDF. Si apre subito, nella pagina successiva.

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