17 settembre 2026 · 5 min di lettura
Fatturazione a tempo e materiali: come funziona (e quando conviene)
Fatturazione a tempo e materiali: come funziona, quando conviene rispetto a corpo e SAL, i rischi sullo scope e come si traccia bene.

Tempo e materiali, spesso citato con la sigla inglese T&M, è il modello di fatturazione più semplice da spiegare e il più difficile da tenere sotto controllo: fatturi quello che consumi davvero, ore e materiali, invece di un prezzo concordato in anticipo. È il quarto modello che convive in una commessa, dopo a corpo, a SAL e a canone. Lo trovi soprattutto in system integration, sviluppo software e consulenza, dove lo scope del lavoro cambia strada facendo più spesso che altrove.
Come funziona la fatturazione a tempo e materiali
Nel modello T&M non fissi un prezzo per il risultato finale: fatturi le ore effettivamente lavorate, a una tariffa oraria concordata per ruolo o profilo, più i materiali e i costi effettivamente sostenuti (licenze, hardware, subappalti), di solito con un margine di ricarico dichiarato. Il cliente non sa dall’inizio quanto spenderà in totale: lo scopre mano a mano che il lavoro procede, sulla base di quello che è successo davvero.
È l’opposto della fatturazione a corpo, dove il prezzo è fisso e il rischio della stima è tutto tuo. Nel T&M il rischio si sposta: se il lavoro richiede più ore del previsto, le paga il cliente. Se ne richiede meno, il cliente spende meno. È per questo il modello più trasparente sul rischio, ed è anche quello che richiede più fiducia da parte di chi acquista.
Quando conviene, rispetto a corpo e SAL
Il T&M conviene quando il perimetro del lavoro non è, e non può essere, definito con precisione all’inizio: un progetto di sviluppo dove i requisiti si affinano in corsa, un’attività di consulenza dove l’oggetto del lavoro dipende da cosa emerge strada facendo, un supporto tecnico dove non sai in anticipo quanti interventi serviranno. In questi casi, fissare un prezzo a corpo significa indovinare, e ogni stima sbagliata la paghi tu.
Conviene meno quando il cliente ha bisogno di certezza sulla spesa totale, per esempio per un budget approvato in anticipo che non si può superare: lì un prezzo a corpo, o un piano legato a SAL e milestone concordate, dà una prevedibilità che il T&M per costruzione non offre. Molte commesse, in pratica, mescolano i due modelli: una parte del lavoro a corpo dove il perimetro è chiaro, una parte a T&M dove non lo è.
Il rischio: lo scope che si allarga senza che nessuno se ne accorga
Il problema del T&M non è il modello in sé, è che toglie la pressione a definire bene cosa si sta facendo. Senza un prezzo fisso che obbliga a delimitare il perimetro, il lavoro si allarga facilmente un po’ alla volta: una richiesta in più qui, un’attività non proprio prevista là, ognuna piccola, nessuna negoziata esplicitamente. Il cliente fattura quello che consuma, quindi sulla carta non sta perdendo nulla. Ma se nessuno tiene il conto di cosa era previsto all’inizio rispetto a cosa si sta facendo ora, la relazione con il cliente si deteriora quando arriva una fattura più alta del previsto, anche se ogni singola ora è legittima.
Un caso tipico: un progetto stimato informalmente in 200 ore parte a T&M perché i requisiti non sono ancora chiari. A metà lavoro sono già state consuntivate 150 ore, ma nessuno le ha confrontate con l’avanzamento reale, fermo al 40%. Il cliente se ne accorge solo alla fattura successiva, e la domanda che arriva non è perché il progetto costi di più, ma perché nessuno lo abbia segnalato prima che succedesse.
Il modo per prevenirlo non è rinunciare al T&M, ma tracciare da subito cosa è dentro il perimetro concordato e cosa lo supera, così ogni estensione del lavoro è una decisione visibile e non uno scivolamento silenzioso.
Come si traccia bene: ore e materiali registrati, non stimati
Il T&M funziona solo se il dato su cui fatturi è reale, non ricostruito a memoria. Due condizioni contano più di tutte:
- Le ore vanno consuntivate, non stimate a posteriori. Se chi lavora registra le ore giorni dopo, a memoria, o se qualcuno le ricostruisce da un’agenda per fare la fattura di fine mese, il dato che fatturi non è quello che è successo davvero: è quello che qualcuno ricorda essere successo. La consuntivazione delle ore fatta vicino al momento del lavoro è la base di tutto il modello.
- I materiali vanno imputati alla commessa quando si acquistano, non ricostruiti a fine fattura. Licenze, hardware, subappalti devono agganciarsi alla commessa giusta nel momento in cui li sostieni, altrimenti a fine mese qualcuno deve andarli a ritrovare tra le fatture fornitore.
Quando questi due dati nascono già dentro il gestionale, invece che in un foglio a parte, il T&M smette di essere un modello che richiede una ricostruzione manuale ogni volta che fatturi. È una delle cinque modalità di fatturazione che convivono in una commessa gestita con Talete dentro Business Central: ore e materiali si registrano una volta sola, alla fonte, e alimentano insieme fattura e margine.
Il punto
Il T&M è il modello più onesto sul rischio, ma solo se il dato che fattura è reale: ore consuntivate vicino al momento del lavoro, materiali imputati quando si acquistano, e un perimetro tracciato abbastanza da accorgersi quando si sta allargando. Senza queste condizioni, il rischio che dovrebbe restare sul cliente finisce per diventare una relazione tesa quando arriva la fattura.
Per vedere come le altre modalità di fatturazione convivono con il T&M sulla stessa commessa, parti dai cinque tipi di fatturazione su commessa o prova la demo di Talete.
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