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· 9 min di lettura

Flusso di cassa: cos'è e come si calcola, con un esempio

Flusso di cassa (cash flow): cos'è, come si calcola con il metodo diretto e indiretto, cos'è il cash flow operativo e un esempio su una società di servizi.

Il flusso di cassa, o cash flow, è la differenza fra il denaro che entra in azienda e quello che esce in un periodo. Se nel trimestre hai incassato 600.000 euro e pagato 550.000 euro, il flusso di cassa è di +50.000 euro e la liquidità in banca è cresciuta di quella cifra. Per il principio contabile OIC 10 è la variazione delle disponibilità liquide, cioè depositi bancari e postali, assegni e denaro in cassa.

Il flusso di cassa non coincide con l’utile. L’utile registra ricavi e costi quando maturano, la cassa quando vengono incassati e pagati. Un’azienda che vende servizi a commessa può chiudere l’anno in utile con meno soldi in banca di dodici mesi prima, perché i clienti non hanno ancora pagato il lavoro fatto. Qui trovi le tre aree del flusso di cassa, i due metodi di calcolo con un esempio completo e la differenza fra cash flow operativo ed EBITDA.

Cosa si intende per flusso di cassa

L’OIC 10, il principio contabile che regola il rendiconto finanziario, definisce i flussi finanziari come aumenti o diminuzioni delle disponibilità liquide, e li divide in tre aree:

AreaCosa comprendeEsempi di entrateEsempi di uscite
Attività operativaLa gestione di tutti i giorni: vendere, produrre, erogare serviziIncassi dai clientiStipendi, fornitori, imposte
Attività di investimentoAcquisto e vendita di immobilizzazioni e attività finanziarieVendita di un’auto aziendaleAcquisto di server, software, macchinari
Attività di finanziamentoCapitale di rischio e capitale di debitoNuovo finanziamento, aumento di capitaleRate dei mutui, dividendi ai soci

La somma dei flussi delle tre aree dà la variazione netta della liquidità nel periodo. Il documento che la mette in fila è il rendiconto finanziario, obbligatorio per le società che redigono il bilancio in forma ordinaria; chi fa il bilancio abbreviato o quello delle micro-imprese ne è esonerato, ma il calcolo resta utile per capire dove va la cassa.

Perché utile e flusso di cassa non coincidono

Quattro cose separano l’utile dalla cassa, e sono le rettifiche che l’OIC 10 applica nel metodo indiretto:

  • I crediti verso clienti. Una fattura emessa a novembre con pagamento a 90 giorni è ricavo di quest’anno e incasso dell’anno prossimo.
  • I debiti verso fornitori. Funzionano al contrario: il costo è già nel conto economico, il pagamento arriva dopo.
  • Le rimanenze e i lavori in corso. Il lavoro fatto e non ancora fatturato è già costato stipendi e fornitori, ma non ha prodotto incassi.
  • I costi che non escono dalla cassa. Ammortamenti e accantonamenti (come quello del TFR) riducono l’utile senza far uscire denaro nel periodo.

In un’azienda che lavora su commessa, come una società di consulenza o un system integrator, pesano soprattutto i primi tre. Il lavoro si paga ogni mese, con gli stipendi; si fattura a SAL, a tappe o a fine lavori; si incassa a 60 o 90 giorni dalla fattura. Il ritardo fra lavoro e incasso si misura con il DSO e i giorni prima della fattura.

Come si calcola il flusso di cassa

L’OIC 10 ammette due metodi per il flusso dell’attività operativa. Investimenti e finanziamenti si calcolano sempre allo stesso modo, sommando entrate e uscite.

Il metodo diretto

Si parte dai movimenti di denaro: incassi dai clienti meno pagamenti a fornitori, dipendenti, fisco. È il metodo più intuitivo e quello che usi anche per le previsioni, perché ragiona su date e importi di incassi e pagamenti.

Il metodo indiretto

Si parte dall’utile del conto economico e lo si corregge per trasformare ricavi e costi in incassi e pagamenti. È il metodo che l’OIC 10 presenta per primo, e lavora con i dati che il bilancio ha già.

Il flusso di cassa operativo con il metodo indiretto

Flusso operativo = utile + ammortamenti e accantonamenti − aumento dei crediti verso clienti − aumento di rimanenze e lavori in corso + aumento dei debiti verso fornitori − utilizzo dei fondi (per esempio il TFR pagato)

Flusso di cassa totale = flusso operativo + flusso degli investimenti + flusso dei finanziamenti

Una diminuzione dei crediti o un aumento dei debiti fanno entrare cassa; un aumento dei crediti o una diminuzione dei debiti la assorbono. Lo schema completo dell’OIC 10 parte dall’utile prima di imposte e interessi e poi toglie quelli pagati: qui lo semplifichiamo tenendo le imposte dentro l’utile e supponendo di averle pagate nell’anno.

Esempio: il flusso di cassa di una società di consulenza

Beta Srl è una società di consulenza inventata per l’esempio. Nel 2025 ha fatturato 2.000.000 di euro, ha 70.000 euro di lavoro fatto e non ancora fatturato in più rispetto all’anno prima, e chiude con un utile di 180.000 euro. Gli importi sono senza IVA per leggerli meglio.

Con il metodo indiretto

VoceImporto
Utile dell’esercizio180.000 €
+ Ammortamenti60.000 €
+ Accantonamento al TFR45.000 €
− Aumento dei crediti verso clienti−150.000 €
− Aumento dei lavori in corso non fatturati−70.000 €
+ Aumento dei debiti verso fornitori25.000 €
− TFR pagato ai dipendenti usciti−15.000 €
Flusso di cassa operativo (A)75.000 €
Acquisto di computer, server e licenze−90.000 €
Flusso degli investimenti (B)−90.000 €
Nuovo finanziamento bancario100.000 €
Rate dei finanziamenti esistenti−40.000 €
Dividendi pagati ai soci−50.000 €
Flusso dei finanziamenti (C)10.000 €
Variazione della liquidità (A + B + C)−5.000 €

Con il metodo diretto

Gli stessi numeri, visti dal lato del conto corrente. Ricavi fatturati 2.000.000 euro, costo del personale 1.300.000 euro (di cui 45.000 accantonati al TFR), servizi e fornitori 460.000 euro, imposte 70.000 euro.

VoceImporto
Incassi dai clienti (2.000.000 fatturati − 150.000 di crediti in più)1.850.000 €
Stipendi e contributi pagati (1.300.000 − 45.000 accantonati)−1.255.000 €
TFR pagato−15.000 €
Fornitori pagati (460.000 − 25.000 di debiti in più)−435.000 €
Imposte pagate−70.000 €
Flusso di cassa operativo75.000 €

I due metodi danno lo stesso flusso operativo. Beta ha fatto 180.000 euro di utile, ma la gestione ha prodotto solo 75.000 euro di cassa: 220.000 euro sono rimasti nei crediti e nei lavori in corso. Con gli investimenti e i dividendi, a fine anno in banca ha 5.000 euro meno di dodici mesi prima.

Cash flow operativo, free cash flow ed EBITDA

Tre numeri vicini rispondono a domande diverse:

IndicatoreCosa misuraCosa lascia fuori
EBITDA (margine operativo lordo)Ricavi meno costi operativi, per competenzaI tempi di incasso e di pagamento, le imposte, gli investimenti
Cash flow operativoLa cassa generata dalla gestione di tutti i giorniInvestimenti e finanziamenti
Free cash flowLa cassa che resta dopo gli investimentiFinanziamenti e dividendi

Il free cash flow non è definito dall’OIC 10 e se ne trovano versioni diverse. La versione più semplice è flusso operativo meno investimenti: per Beta 75.000 − 90.000 = −15.000 euro. Quando lo usi, scrivi accanto al numero la definizione che hai adottato.

L’EBITDA di Beta è di circa 310.000 euro (utile più imposte e ammortamenti; nell’esempio gli interessi sono trascurabili): quattro volte il flusso operativo. La distanza fra i due numeri sta quasi tutta nei crediti e nei lavori in corso cresciuti durante l’anno, più le imposte pagate.

Perché il Codice della crisi guarda la cassa

Il Codice della crisi d’impresa definisce la crisi come lo stato che si manifesta con flussi di cassa prospettici inadeguati a far fronte alle obbligazioni dei dodici mesi successivi (D.Lgs. 14/2019, art. 2).

Quando il flusso di cassa è positivo, e quando un negativo non preoccupa

Il flusso di cassa è positivo quando in un periodo entra più denaro di quanto ne esca. Il segno da solo dice poco, perciò conviene leggerlo area per area:

  • Operativo positivo, investimenti negativi, finanziamenti negativi. L’azienda genera cassa, investe e restituisce debiti: è il caso più sano.
  • Operativo negativo, finanziamenti positivi. La gestione consuma cassa e la differenza la mette la banca. Per un anno può essere una crescita da finanziare; per tre anni di fila è un segnale da guardare.
  • Operativo negativo in un’azienda in crescita su commessa. Commesse più grandi o clienti con termini più lunghi assorbono cassa prima di restituirla. Il numero da controllare è quanto durerà l’assorbimento e se il fido basta a coprirlo.

Il flusso di cassa di una commessa

Il rendiconto finanziario guarda l’anno intero. In un’azienda che lavora a progetto la stessa logica si applica a ogni commessa: le uscite (persone, fornitori, subappalti) partono dal primo mese, le entrate dipendono da come e quando fatturi e da quanto aspetti per incassare. Una commessa da 120.000 euro con un buon margine può restare sotto zero per diversi mesi prima di restituire la cassa.

Per vederlo sui tuoi numeri usa il cash flow di commessa: inserisci valore, durata, modalità di fatturazione e tempi di pagamento, e vedi il saldo mese per mese e il punto più basso. Se il problema è il ritardo fra lavoro e fattura, il passaggio da guardare è il ciclo attivo dalla commessa all’incasso.

Anche Microsoft Dynamics 365 Business Central ragiona così nelle sue previsioni: il flusso di cassa netto è la somma degli incassi previsti meno le uscite previste, più la liquidità disponibile (Panoramica del flusso di cassa).

Dal consuntivo alla previsione

Il flusso di cassa calcolato sul bilancio spiega dove è andata la cassa dell’anno scorso. Per decidere se accettare una commessa pagata a 120 giorni, quando chiedere un fido o se puoi pagare la tredicesima senza sforare, serve la previsione: gli stessi incassi e pagamenti, spostati in avanti di settimana in settimana. Come costruirla partendo dalle commesse è spiegato nella guida al cash flow previsionale; la versione annuale, mese per mese, è il budget di tesoreria. Se ti serve un punto di partenza in un foglio, c’è il modello di cash flow in Excel.

Domande frequenti

Cosa si intende per flusso di cassa?

La differenza fra le entrate e le uscite di denaro di un periodo, cioè la variazione delle disponibilità liquide (conti correnti, cassa, assegni). Il principio contabile OIC 10 la divide in tre aree: la gestione operativa, gli investimenti e i finanziamenti.

Come si calcola il flusso di cassa?

Con il metodo diretto sommi gli incassi e sottrai i pagamenti del periodo. Con il metodo indiretto parti dall'utile, aggiungi i costi che non hanno fatto uscire denaro (ammortamenti, accantonamenti) e correggi per le variazioni di crediti, debiti e rimanenze. Poi aggiungi i flussi degli investimenti e dei finanziamenti. I due metodi arrivano allo stesso numero.

Quando il cash flow è positivo?

Quando nel periodo entra più denaro di quanto ne esce, e quindi la liquidità a fine periodo è più alta che all'inizio. Un flusso positivo non vuol dire per forza che l'azienda vada bene: può venire da un finanziamento nuovo mentre la gestione operativa consuma cassa. Per questo si guardano le tre aree separate.

Che cos'è il cash flow operativo?

È il flusso di cassa generato dall'attività operativa: incassi dai clienti meno pagamenti a fornitori, dipendenti e fisco. Dice se il lavoro di tutti i giorni produce liquidità o la assorbe, prima di investimenti e finanziamenti.

Qual è la differenza tra EBITDA e cash flow?

L'EBITDA (margine operativo lordo) è un dato di competenza: ricavi meno costi operativi, prima di ammortamenti, interessi e imposte. Il cash flow operativo guarda quando il denaro entra ed esce, quindi toglie l'aumento dei crediti, dei lavori in corso e delle rimanenze, aggiunge l'aumento dei debiti verso fornitori e sottrae le imposte pagate. Un'azienda che cresce con clienti che pagano a 90 giorni può avere un EBITDA alto e un cash flow operativo negativo.

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