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Cash flow di commessa
La cassa di una commessa mese per mese: picco di fabbisogno, saldo a 30, 60 e 90 giorni, margine.
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Il ricarico è la percentuale che aggiungi al costo per fare il prezzo, il margine è la parte del prezzo che ti resta dopo il costo: lo stesso guadagno dà due percentuali diverse. Scrivi il costo e il ricarico, il margine che vuoi o il prezzo che fai, e il calcolatore trova il resto. Più in basso trovi le formule con un esempio, la tabella di conversione e gli errori più comuni.
Partono da un esempio: un’ora di lavoro che costa 40 €. Scrivi i tuoi. Tutto IVA esclusa.
Di un’ora di lavoro, di un pezzo o di un servizio: quanto costa a te.
Quanto aggiungi al costo, in percentuale del costo.
Prezzo di vendita
60 €
Il costo di 40 € più 20 € di guadagno.
Margine sul prezzo
33,3%
20 € su 60 € di prezzo.
Guadagno per unità
20 €
Prezzo meno costo: lo stesso numero da cui escono le due percentuali.
20 € di guadagno sono il 50% del costo (il ricarico) e il 33,3% del prezzo (il margine). Il numero è uno solo, cambia la base su cui lo dividi.
Con il 10% di sconto il prezzo scende a 54 € e il guadagno a 14 €: 30% in meno. Il margine passa dal 33,3% al 25,9%.
Il calcolo con i tuoi numeri
Ricevi la scheda completa
Prezzo, ricarico e margine, il prezzo che serve per ogni margine dal 20 al 50% e lo sconto più alto che puoi fare senza scendere sotto il margine che scegli. La vedi subito nella pagina che si apre dopo l’invio, da stampare o salvare in PDF.
Il ricarico è la percentuale che aggiungi al costo per arrivare al prezzo di vendita. Si calcola dividendo il guadagno, cioè prezzo meno costo, per il costo. Un’ora che costa 40 € e si vende a 60 € lascia 20 € di guadagno: 20 ÷ 40 × 100 = ricarico del 50%. Per fare il prezzo il conto si rovescia: 40 × 1,5 = 60 €.
Il margine è lo stesso guadagno diviso il prezzo di vendita: 20 ÷ 60 × 100 = 33,3%. Di ogni 100 € incassati, 33,33 € restano dopo il costo. Se parti dal margine che vuoi ottenere, il prezzo è il costo diviso (1 − margine ÷ 100): per il 30% su un costo di 40 € servono 57,14 €.
Ricarico e margine misurano lo stesso guadagno, la differenza fra prezzo di vendita e costo. Cambia il numero per cui lo dividi.
Il prezzo è più grande del costo, quindi a parità di guadagno il margine è sempre più basso del ricarico. E mentre il ricarico può superare il 100% (vendere a 300 € ciò che costa 100 € è un ricarico del 200%), il margine resta sotto il 100%.
Le sei formule
Tutte partono dallo stesso guadagno, prezzo meno costo. Prezzi e costi vanno presi senza IVA: l’IVA non è un ricavo né un costo dell’azienda.
Beta Srl è una società di consulenza inventata. Un’ora di un suo consulente le costa 40 €: retribuzione, contributi e TFR divisi per le ore che il consulente vende. Il titolare vuole «guadagnare il 50%» e fissa la tariffa ricaricando il costo del 50%.
| Ricarico del 50% | Margine del 50% | |
|---|---|---|
| Tariffa oraria | 60 € | 80 € |
| Guadagno per ora | 20 € | 40 € |
| Ricarico sul costo | 50% | 100% |
| Margine sul prezzo | 33,3% | 50% |
| Guadagno su 1.000 ore vendute | 20.000 € | 40.000 € |
Con la tariffa a 60 € Beta guadagna 20 € all’ora: il 33,3% di quello che incassa. Se il titolare voleva tenere metà del prezzo, la tariffa giusta era 80 €. Su mille ore vendute in un anno la differenza vale 20.000 €.
Per passare dall’uno all’altro senza calcolatrice. Il prezzo è quello di un costo di 100 €.
| Ricarico | Margine sul prezzo | Prezzo (costo 100 €) |
|---|---|---|
| 10% | 9,1% | 110 € |
| 15% | 13,0% | 115 € |
| 20% | 16,7% | 120 € |
| 25% | 20,0% | 125 € |
| 30% | 23,1% | 130 € |
| 40% | 28,6% | 140 € |
| 50% | 33,3% | 150 € |
| 60% | 37,5% | 160 € |
| 75% | 42,9% | 175 € |
| 100% | 50,0% | 200 € |
| 150% | 60,0% | 250 € |
| 200% | 66,7% | 300 € |
| Margine | Ricarico sul costo | Prezzo (costo 100 €) |
|---|---|---|
| 10% | 11,1% | 111,11 € |
| 15% | 17,6% | 117,65 € |
| 20% | 25,0% | 125 € |
| 25% | 33,3% | 133,33 € |
| 30% | 42,9% | 142,86 € |
| 35% | 53,8% | 153,85 € |
| 40% | 66,7% | 166,67 € |
| 45% | 81,8% | 181,82 € |
| 50% | 100,0% | 200 € |
| 60% | 150,0% | 250 € |
| 70% | 233,3% | 333,33 € |
| 80% | 400,0% | 500 € |
In inglese il ricarico si chiama markup e il margine margin (gross margin, se è il margine lordo). Quando in italiano si dice «margine di guadagno» di solito si intende il margine sul prezzo. C’è poi chi usa il moltiplicatore, il numero per cui moltiplichi il costo per avere il prezzo: un ricarico del 50% è un moltiplicatore di 1,5, un margine del 50% un moltiplicatore di 2.
È l’errore di Beta: si ricarica il costo del 30% e si crede di tenere il 30% del prezzo, che invece è il 23,1%. Per tenere il 30% del prezzo, su un costo di 40 € bisogna vendere a 57,14 €.
Lo sconto si calcola sul prezzo, ma lo paga tutto il guadagno. Sulla tariffa di 60 € di Beta, uno sconto del 10% porta il prezzo a 54 € e il guadagno da 20 € a 14 €: il 30% in meno. Il margine scende dal 33,3% al 25,9%. Il cursore dello sconto nel calcolatore fa lo stesso conto sui tuoi numeri.
Il costo di un’ora non è lo stipendio diviso le ore del contratto. Servono anche contributi e TFR, e il totale va diviso per le ore che la persona vende davvero: ferie, formazione e ore non fatturate le paghi lo stesso. Con un costo troppo basso, ricarico e margine escono gonfiati. Il calcolo del break even point parte dal costo orario.
Due ricarichi del 20% uno dopo l’altro non fanno il 40% ma il 44% (1,2 × 1,2 = 1,44). Succede quando si ricarica il costo di un fornitore e poi si aggiunge un ricarico commerciale sul totale.
Il margine di questa pagina è quello sul costo diretto: deve ancora pagare affitto, amministrazione e le altre spese fisse. Quanto margine di contribuzione serve per coprirle lo dice il break even point.
Su una commessa di servizi il margine si calcola allo stesso modo, sul prezzo, ma con i costi veri: le ore lavorate davvero, non quelle stimate nel preventivo. Per questo il margine di una commessa cambia mentre è aperta. Come si calcola, con un esempio, lo trovi nella guida al margine di commessa.
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FAQ
Si divide il guadagno per il costo e si moltiplica per 100: ricarico % = (prezzo − costo) ÷ costo × 100. Un’ora che costa 40 € venduta a 60 € ha un ricarico del 50%. Al contrario, il prezzo è costo × (1 + ricarico ÷ 100).
Si divide il guadagno per il prezzo di vendita e si moltiplica per 100: margine % = (prezzo − costo) ÷ prezzo × 100. Con un costo di 40 € e un prezzo di 60 € il margine è il 33,3%.
Il ricarico è il guadagno diviso il costo, il margine è il guadagno diviso il prezzo di vendita. Sullo stesso prodotto il margine è sempre più basso del ricarico: costo 40 €, prezzo 60 €, ricarico 50%, margine 33,3%.
Si divide il costo per (1 − margine). Con un costo di 40 € e un margine voluto del 30%: 40 ÷ 0,70 = 57,14 €. Moltiplicare il costo per 1,30 dà un ricarico del 30%, cioè un margine del 23,1%.
Margine = ricarico ÷ (100 + ricarico) × 100. Un ricarico del 25% dà un margine del 20%, un ricarico del 100% un margine del 50%. Al contrario: ricarico = margine ÷ (100 − margine) × 100.
No. Il margine è una parte del prezzo, quindi resta sotto il 100% (ci arriverebbe solo con un costo pari a zero). Il ricarico invece non ha tetto: vendere a 300 € ciò che costa 100 € è un ricarico del 200%, con un margine del 66,7%.
Sì: markup è il nome inglese del ricarico sul costo. Il margine sul prezzo in inglese si chiama margin, o gross margin quando è il margine lordo.
Senza. L’IVA che incassi la versi allo Stato e quella che paghi, di regola, la detrai: non è un ricavo né un costo dell’azienda. Se calcoli il margine su un prezzo con IVA e un costo senza IVA, esce più alto di quello vero.
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