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17 settembre 2026 · 5 min di lettura

OIC 23: come si valutano a bilancio le commesse pluriennali

Cos'è il principio OIC 23 per i lavori in corso su ordinazione: percentuale di completamento, perché il dato deve restare vivo durante la commessa.

OIC 23: come si valutano a bilancio le commesse pluriennali

OIC 23 è il principio contabile che dice come valutare, a bilancio, una commessa che a fine anno non è ancora finita. Se lavori a progetti pluriennali (un’implementazione lunga, una commessa di produzione, un contratto di system integration che attraversa il 31 dicembre), prima o poi il tuo commercialista te lo cita. Il problema è che il dato che serve per applicarlo bene, quanto della commessa è stato davvero eseguito, raramente vive dove dovrebbe: nel gestionale, aggiornato, non ricostruito a mano quando arriva il bilancio.

Prima di entrare nel merito: questo articolo spiega cosa dice il principio e perché riguarda anche chi gestisce le commesse, non solo chi tiene la contabilità. Non è un parere contabile e non sostituisce una valutazione professionale. Per applicarlo al tuo caso specifico, con le tue commesse e il tuo bilancio, serve il tuo commercialista o revisore.

Cosa dice l’OIC 23, in breve

OIC 23 è il principio contabile nazionale, emesso dall’Organismo Italiano di Contabilità, che regola la valutazione dei lavori in corso su ordinazione: i contratti di durata pluriennale, o comunque a cavallo di più esercizi, non ancora completati alla data di chiusura del bilancio. La domanda a cui risponde è diretta: quanto di una commessa non finita puoi già considerare ricavo dell’esercizio in corso, e quanto resta da rinviare agli esercizi successivi.

Non è un dettaglio per pochi. Chiunque lavori a commessa pluriennale, un system integrator con un’implementazione che dura quattordici mesi, un’azienda di produzione su commessa con un impianto consegnato l’anno dopo la firma, deve rispondere a questa domanda ogni volta che chiude un bilancio con lavori ancora aperti.

Percentuale di completamento o commessa completata

L’OIC 23 prevede due criteri di valutazione, e la differenza tra i due cambia quando un ricavo entra a bilancio.

  • Percentuale di completamento. Riconosce ricavi e costi in proporzione a quanto della commessa è stato eseguito nell’esercizio, misurando di solito i costi sostenuti rispetto ai costi totali previsti (metodo cost-to-cost) o l’avanzamento fisico dell’opera. Una commessa da 500.000 euro, eseguita per il 40% entro il 31 dicembre, porta a bilancio ricavi e margine proporzionali a quel 40%, non zero e non l’intero valore.
  • Commessa completata. Rinvia ricavi e margine al momento in cui il contratto è sostanzialmente concluso. Fino ad allora, i lavori restano valutati al costo sostenuto: nessun margine emerge a bilancio, anche se la commessa è già eseguita per buona parte.

Il principio orienta verso la percentuale di completamento quando l’esito della commessa e il suo avanzamento si possono stimare con ragionevole attendibilità, e riserva la commessa completata ai casi in cui questa attendibilità manca. Quale dei due si applichi alla tua situazione, e con quali condizioni, è una valutazione da fare con chi segue il tuo bilancio: vale la stessa cautela dell’introduzione.

Perché non puoi ricostruirlo solo a fine anno

Qualunque sia il criterio, il metodo della percentuale di completamento chiede un dato preciso: quanto della commessa è stato eseguito, in un momento preciso. Se quel numero esiste solo nella testa del responsabile di commessa, o va ricostruito da fatture, ore su fogli sparsi ed email di aggiornamento quando il commercialista lo chiede per il bilancio, il risultato non è un dato, ma una stima fatta in fretta sotto la pressione della scadenza di chiusura.

Il problema non è solo di precisione contabile. Un avanzamento ricostruito male a fine anno è lo stesso avanzamento che, durante l’anno, nessuno ha guardato per decidere se la commessa stava andando come previsto. Chi ha già un controllo di gestione per commessa che tiene vivo il confronto tra budget e consuntivo, commessa per commessa, arriva al bilancio con il dato già pronto: non lo inventa a dicembre, lo legge.

Cosa serve, in pratica, per tenere il dato vivo

Tenere aggiornato il dato che serve all’OIC 23 significa sapere in ogni momento, non solo a bilancio:

  • quante ore e quali costi sono già stati imputati a ciascuna commessa aperta;
  • quanto di quella commessa è stato fatturato, e con quale criterio (a corpo, a SAL, a canone);
  • qual è il margine atteso a fine commessa, confrontato con quello maturato finora.

Sono gli stessi dati che servono per il conto economico di una commessa durante l’anno. La differenza è che a bilancio quello stesso dato, invece di restare un cruscotto interno, diventa la base della valutazione dei lavori in corso su ordinazione.

Quando ore, costi e fatturazione della commessa vivono nello stesso sistema, come succede con Talete dentro Microsoft Dynamics 365 Business Central, questo dato non va ricostruito una volta l’anno: è una lettura di ciò che il gestionale registra ogni giorno. Non sostituisce il lavoro di chi valuta il bilancio, ma gli consegna un numero affidabile invece di una stima fatta in fretta a dicembre.

Il punto

L’OIC 23 chiede di valutare a bilancio le commesse pluriennali ancora aperte, e nella maggior parte dei casi lo fa in proporzione a quanto è stato davvero eseguito. Il criterio giusto per la tua azienda lo stabilisce chi segue il tuo bilancio; quello che puoi controllare tu è se il dato di avanzamento, costi e margine arriva già pronto o va rincorso ogni anno a dicembre.

Se vuoi capire come si allocano i costi che alimentano quel dato, il passo prima è contabilità di commessa: come si allocano davvero i costi. Per vedere come Business Central può tenerlo aggiornato durante l’anno, prova la demo o parti dalla pagina CFO e controllo di gestione.

Domande frequenti

Cosa sono i 'lavori in corso su ordinazione'? +

Sono i contratti di durata pluriennale, o comunque non ancora conclusi alla chiusura del bilancio, per i quali l'OIC 23 stabilisce come valutare la parte di ricavo e margine già maturata. Riguardano soprattutto chi lavora a commessa su progetti che superano l'anno solare: implementazioni lunghe, produzioni su commessa, contratti di system integration pluriennali.

Devo sempre valutare le commesse con la percentuale di completamento? +

Non necessariamente: l'OIC 23 prevede anche il criterio della commessa completata, riservato ai casi in cui l'esito e l'avanzamento del contratto non si possono stimare con ragionevole attendibilità. Quale criterio si applica alla tua situazione è una valutazione da fare con il tuo commercialista o revisore, non una scelta che si generalizza da un articolo.

Un gestionale basta a rispettare l'OIC 23? +

No. Il gestionale può tenere aggiornati i dati su cui si basa la valutazione: ore, costi, avanzamento e fatturato per commessa. Ma la valutazione contabile e la sua correttezza restano una responsabilità di chi redige il bilancio. Un buon dato rende quella valutazione più solida, non la sostituisce.

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