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MRR: cos'è e come si calcola per chi vende canoni
MRR e ARR: significato, formula, cosa entra e cosa no, new, expansion e churn MRR, NRR, e perché l'MRR non coincide con ricavi di bilancio e incassi.
L’MRR (monthly recurring revenue, ricavo ricorrente mensile) è la somma dei canoni attivi in un mese, con i canoni annuali e trimestrali riportati a un mese. Dice quanto fatturato si ripete ogni mese senza bisogno di vendere niente di nuovo. Moltiplicato per 12 diventa l’ARR, l’annual recurring revenue. Per un managed service provider o una software house che vende abbonamenti è il numero che misura la base su cui poggia l’azienda.
L’MRR si calcola in pochi passaggi. Gli errori nascono da cosa ci metti dentro: un canone annuale contato tutto nel mese della fattura, un progetto scambiato per ricavo ricorrente, un pacchetto di ore trattato come un abbonamento. L’esempio di questo articolo usa i numeri di un MSP inventato.

Cos’è l’MRR e cosa significa
L’MRR conta i ricavi che un contratto fa ripetere a intervalli regolari finché il cliente non disdice: assistenza e manutenzione a canone, servizi gestiti per utente o per dispositivo, backup e monitoraggio, licenze software in abbonamento, noleggi. Ha tre usi pratici:
- dice quanto fatturato hai già in mano il primo giorno del mese, prima di qualunque vendita;
- mostra la direzione: se l’MRR scende per tre mesi di fila, i clienti se ne vanno o riducono più in fretta di quanto ne entrano;
- pesa nella valutazione dell’azienda, perché a chi la guarda da fuori i ricavi ricorrenti dicono quanto fatturato è già coperto da contratti.
Come si gestiscono contratti, scadenze e rinnovi dei canoni è spiegato nella guida alla fatturazione dei canoni e dei contratti ricorrenti.
MRR e ARR
L’ARR è l’MRR per dodici: con un MRR di 42.700 € l’ARR è 512.400 €. Si usa quando i contratti sono soprattutto annuali o pluriennali, o quando si confrontano anni diversi. Entrambi sono una fotografia della base ricorrente a una data: l’ARR non prevede il fatturato dei dodici mesi successivi, che dipenderà da contratti nuovi, disdette e adeguamenti di prezzo.
Come si calcola l’MRR
La formula dell’MRR
- MRR = somma dei canoni mensili dei contratti attivi alla fine del mese
- Canone annuale → canone ÷ 12
- Canone trimestrale → canone ÷ 3
- ARR = MRR × 12
Quattro regole tengono il calcolo coerente da un mese all’altro:
- IVA esclusa, sempre.
- Al netto degli sconti ricorrenti. Un canone di listino da 1.000 € scontato del 10% per tutta la durata conta 900 €. Uno sconto solo per i primi tre mesi va deciso una volta: la scelta più prudente è contare il canone effettivamente dovuto in quel mese.
- Solo contratti attivi. Un contratto firmato che partirà fra due mesi entra nell’MRR dal mese di avvio; prima è portafoglio.
- Le disdette contano dal mese in cui il servizio finisce. I contratti con disdetta già ricevuta conviene tenerli in una colonna a parte («MRR in disdetta»): è il calo già certo dei prossimi mesi.
Un contratto annuale da 6.000 € pesa 500 € di MRR, uno trimestrale da 900 € ne pesa 300, a prescindere da quando arriva la fattura.
Cosa non entra nell’MRR
| Voce | Entra nell’MRR? | Perché |
|---|---|---|
| Canone mensile, trimestrale o annuale di assistenza o servizi gestiti | Sì, riportato a un mese | Si rinnova finché il cliente non disdice |
| Licenze software rivendute in abbonamento | Sì, meglio in una riga separata | Ricorrono, ma con un margine molto diverso dai servizi |
| Costo di attivazione o di setup | No | Si paga una volta sola |
| Progetti a corpo o a SAL | No | Finiscono quando finisce il lavoro |
| Ore fatturate a tempo e materiali | No | Dipendono dalle richieste del mese, nessun contratto le fa ripetere |
| Pacchetti di ore prepagati | No | Si consumano e vanno ricomprati; il momento del riacquisto lo decide l’uso |
| Hardware rivenduto | No | Vendita una tantum |
I pacchetti di ore sono il caso più discusso, perché molti clienti li ricomprano con regolarità. Restano fuori perché nessun contratto ne fa partire il rinnovo: un cliente che a marzo usa meno ore rimanda il riacquisto, e l’MRR si muoverebbe senza che sia cambiato niente nel rapporto. Il ricavo dei pacchetti va misurato a parte, insieme al residuo di ore di ogni cliente.
New, expansion, contraction e churn MRR
L’MRR di fine mese si spiega con quattro movimenti:
- new MRR: canoni dei clienti nuovi;
- expansion MRR: aumenti dai clienti esistenti (più utenti, un servizio in più, un adeguamento di prezzo);
- contraction MRR: riduzioni dai clienti che restano (meno utenti, un servizio tolto);
- churn MRR: canoni dei clienti che hanno lasciato.
Omega Servizi IT Srl, il mese di settembre
Omega Servizi IT Srl è un MSP inventato per l’esempio: 38 clienti a canone a inizio settembre, MRR di 40.000 €. Nel mese firma due clienti nuovi, tre clienti esistenti aggiungono postazioni, uno riduce il perimetro e un cliente lascia.
| Movimento | Importo | Cosa è successo |
|---|---|---|
| MRR al 1° settembre | 40.000 € | 38 clienti attivi |
| New MRR | +2.400 € | Due clienti nuovi, 1.200 € al mese ciascuno |
| Expansion MRR | +1.100 € | Tre clienti aggiungono postazioni gestite |
| Contraction MRR | −200 € | Un cliente toglie il backup di una sede |
| Churn MRR | −600 € | Un cliente chiude il contratto |
| MRR al 30 settembre | 42.700 € | 39 clienti attivi |
Il net new MRR del mese è 2.700 €. Senza i due clienti nuovi sarebbe stato 300 €: la base dei clienti esistenti cresce poco, e quasi tutta la crescita viene dalle vendite.
Churn rate e NRR: quanto resta dei clienti che hai
Tre indicatori leggono la tabella dal lato dei clienti esistenti.
Churn rate, GRR e NRR
- Churn rate dei clienti = clienti persi nel periodo ÷ clienti a inizio periodo
- Revenue churn = (contraction + churn MRR) ÷ MRR a inizio periodo
- GRR (gross revenue retention) = (MRR iniziale − contraction − churn) ÷ MRR iniziale
- NRR (net revenue retention) = (MRR iniziale + expansion − contraction − churn) ÷ MRR iniziale
Per Omega Servizi IT a settembre:
- churn rate dei clienti: 1 ÷ 38 = 2,6%;
- revenue churn: 800 ÷ 40.000 = 2,0%;
- GRR: 39.200 ÷ 40.000 = 98,0%;
- NRR: 40.300 ÷ 40.000 = 100,8%.
Un revenue churn del 2% al mese sembra poco. Se restasse costante per dodici mesi, Omega perderebbe circa il 21,5% della base di inizio anno (1 − 0,98¹²), da ricomprare con vendite nuove solo per restare ferma. Per questo churn e NRR si guardano anche su dodici mesi: si prendono i clienti attivi un anno fa e si confronta il loro MRR di allora con quello di oggi, lasciando fuori i clienti arrivati nel frattempo. Un NRR sopra il 100% vuol dire che gli aumenti dei clienti che restano coprono quello che perdi con chi riduce o se ne va.
Dove questi numeri si inseriscono fra gli altri indicatori di un’azienda di servizi lo spiega la guida ai KPI aziendali.
MRR, ricavi di bilancio e incassi
Tre numeri diversi, che nello stesso mese possono andare in direzioni opposte.
- L’MRR è un indicatore gestionale: nessuna norma lo definisce e non compare nel bilancio.
- I ricavi di bilancio seguono la competenza: l’art. 2423-bis del codice civile chiede di tener conto dei proventi di competenza dell’esercizio indipendentemente dalla data dell’incasso. Per i servizi l’OIC 34 prevede il riconoscimento in base allo stato di avanzamento quando il diritto al corrispettivo matura via via che la prestazione è eseguita (par. 31); per le licenze cedute in uso per un periodo, di norma proporzionalmente lungo la durata del contratto (appendice, A.3).
- Gli incassi seguono le fatture e i termini di pagamento.
Un cliente con un contratto annuale da 6.000 € più IVA, fatturato a gennaio e pagato a 30 giorni, nei primi tre mesi dà questi numeri:
| Mese | MRR | Ricavo di competenza (indicativo) | Fatturato | Incasso |
|---|---|---|---|---|
| Gennaio | 500 € | 500 € | 6.000 € + IVA | 0 € |
| Febbraio | 500 € | 500 € | 0 € | 6.000 € + IVA |
| Marzo | 500 € | 500 € | 0 € | 0 € |
Come contabilizzare i ricavi dei tuoi contratti, specie quando un canone mette insieme licenza, assistenza e attivazione, lo decide chi redige il bilancio con il commercialista; i criteri sono spiegati nella guida all’OIC 34 sui ricavi dei contratti di servizi. Sul lato della cassa, lo stesso MRR può finanziare l’azienda (canoni annuali fatturati in anticipo) o farsi finanziare da lei (canoni mensili posticipati e pagati a 60 giorni): come portarlo nella previsione è nella guida al cash flow previsionale partendo dalle commesse.
Come leggere l’MRR per cliente e per servizio
Il totale dice quanto ricavo ricorrente hai. La scomposizione dice quanto vale.
| Servizio di Omega Servizi IT | MRR | Costo mensile per servirlo | Margine |
|---|---|---|---|
| Postazioni gestite | 21.000 € | 13.400 € | 36% |
| Backup e monitoraggio | 8.200 € | 3.900 € | 52% |
| Firewall e sicurezza gestita | 6.300 € | 3.500 € | 44% |
| Licenze rivendute in abbonamento | 7.200 € | 6.350 € | 12% |
| Totale | 42.700 € | 27.150 € | 36% |
Le licenze rivendute pesano il 17% dell’MRR e lasciano poco margine. Se l’MRR cresce solo grazie a loro, il totale sale ma il margine dell’azienda resta fermo. Per questo conviene leggere l’MRR dei servizi separato da quello della rivendita.
Per cliente le domande sono due. Quanto pesano i primi cinque clienti sull’MRR: se uno di loro vale il 20%, la sua disdetta è il rischio più grande dell’anno. E quanto costa servire ogni cliente rispetto a quanto paga: le ore dei tecnici valorizzate al costo orario, gli strumenti, le licenze. Come guadagna un MSP e quali numeri guarda è spiegato nella guida al managed service provider; cosa deve fare il gestionale per tenere insieme canoni, pacchetti e ore è nell’articolo sul gestionale per MSP.
Gli errori più comuni nel calcolo dell’MRR
- Il canone annuale contato nel mese della fattura. L’MRR salta a gennaio e crolla a febbraio. Va diviso per 12.
- Progetti e setup dentro l’MRR. Un mese con molte attivazioni sembra un mese di crescita ricorrente.
- Contratti firmati contati prima dell’avvio. È portafoglio, entra nell’MRR quando il servizio parte.
- Disdette scoperte alla scadenza. Se la disdetta è arrivata a giugno e il contratto finisce a dicembre, quei mesi vanno nell’«MRR in disdetta».
- Adeguamenti di prezzo confusi con la crescita. Un aumento ISTAT su tutti i contratti è expansion, ma conviene tenerlo in una riga separata per vedere quanto crescono davvero i servizi venduti.
- MRR calcolato su un foglio a parte. Se i contratti stanno nel gestionale e l’MRR in un file aggiornato a mano, i due numeri si separano alla prima variazione dimenticata.
In Talete
Ogni canone è un task della commessa con le sue scadenze, il rinnovo e le disdette, accanto ai pacchetti di ore con il residuo e alle ore a consuntivo. L’elenco dei canoni attivi da cui calcolare l’MRR sta in Business Central, insieme al margine per cliente e alle fatture dei canoni, emesse in blocco con l’anteprima.
Chi vende canoni e progetti insieme trova gli scenari tipici nelle pagine dedicate agli MSP e alle software house. Per cominciare, esporta l’elenco dei contratti attivi, riporta ogni canone a un mese con le quattro regole viste sopra e ripeti il calcolo ogni fine mese con la tabella new, expansion, contraction e churn.
Domande frequenti
Cosa significa MRR?
MRR sta per monthly recurring revenue, ricavo ricorrente mensile. È la somma dei canoni attivi in un mese, con quelli annuali o trimestrali riportati a un mese. Misura la parte di fatturato che si ripete senza bisogno di nuove vendite.
Come si calcola l'MRR?
Si sommano i canoni dei contratti attivi alla fine del mese, IVA esclusa e al netto degli sconti ricorrenti. Un canone annuale si divide per 12, uno trimestrale per 3. Restano fuori progetti, attività una tantum, ore fatturate a consuntivo e pacchetti di ore prepagati.
Che differenza c'è tra MRR e ARR?
L'ARR (annual recurring revenue) è il ricavo ricorrente annuo: l'MRR moltiplicato per 12. Non è una previsione del fatturato dell'anno, perché non tiene conto di nuovi contratti, disdette e adeguamenti che arriveranno nei mesi successivi.
Cos'è la net revenue retention (NRR)?
È la percentuale di ricavo ricorrente dei clienti esistenti che resta dopo un periodo, contando aumenti, riduzioni e disdette ma non i clienti nuovi. Si calcola come (MRR iniziale + expansion − contraction − churn) ÷ MRR iniziale. Sopra il 100% i clienti che restano spendono più di quanto perdi con chi se ne va.
I pacchetti di ore prepagati entrano nell'MRR?
No. Un pacchetto di ore si consuma e va ricomprato quando finisce: il momento del riacquisto dipende da quanto il cliente lo usa, e nessun contratto lo fa rinnovare in automatico. È un ricavo che si ripete spesso, ma va misurato a parte.
L'MRR coincide con il fatturato del mese?
Quasi mai. Il fatturato del mese comprende anche progetti, ore e vendite una tantum, e un canone annuale fatturato in anticipo finisce tutto nel mese della fattura. I ricavi di bilancio seguono invece la competenza, come prevede l'art. 2423-bis del codice civile.
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