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Managed service provider: cos'è e come guadagna un MSP
Cos'è un managed service provider (MSP), quali servizi offre, come guadagna con il canone e quali numeri guardare. Differenze con ISP e system integrator.
Un managed service provider, in sigla MSP, è un’azienda che gestisce in modo continuativo una parte dell’informatica dei suoi clienti: reti, server, postazioni, backup, sicurezza, servizi cloud. Invece di intervenire solo quando qualcosa si rompe, se ne occupa ogni giorno, con un canone mensile e con impegni di servizio scritti nel contratto (lo SLA).
In italiano la definizione più precisa la dà il D.Lgs. 138/2024, che ha recepito la direttiva europea NIS2: il fornitore di servizi gestiti è chi fornisce servizi di installazione, gestione, funzionamento o manutenzione di prodotti, reti, infrastrutture e applicazioni informatiche, con assistenza o amministrazione attiva «nei locali dei clienti o a distanza» (art. 2). Qui trovi cosa fa un MSP, in cosa è diverso da un ISP o da un system integrator, come guadagna e quali numeri guarda. Se sei già un MSP e cerchi lo strumento per tenere sotto controllo canoni e margini, la guida giusta è quella al gestionale per MSP; come lavora Talete con chi fa assistenza gestita è nella pagina MSP e assistenza IT.

Cos’è un managed service provider
Il modo più semplice per capirlo è confrontarlo con l’assistenza tradizionale a chiamata. Nell’assistenza a chiamata il cliente telefona quando ha un problema, il tecnico interviene e l’intervento si fattura a ore: più guasti ci sono, più il fornitore fattura. Nel modello gestito il cliente paga un canone fisso per un perimetro di servizi, e il fornitore si impegna a tenerli in funzione: più problemi evita con la manutenzione preventiva, il monitoraggio e gli aggiornamenti, più il canone rende.
Con il canone, l’MSP ha interesse a prevenire i problemi e il cliente ha un costo mensile prevedibile.
Quando il servizio riguarda soprattutto la sicurezza (monitoraggio degli eventi, gestione degli incidenti, gestione delle vulnerabilità) si parla di MSSP, managed security service provider. Lo stesso decreto lo definisce come un fornitore di servizi gestiti che si occupa della gestione dei rischi di sicurezza informatica.
Cosa fa un MSP: i servizi tipici
| Servizio | Cosa comprende | Come si fattura di solito |
|---|---|---|
| Assistenza agli utenti | Richieste, problemi, nuove postazioni, nuovi assunti | Canone per utente o per postazione |
| Gestione di server e rete | Monitoraggio continuo, aggiornamenti, interventi preventivi | Canone per dispositivo o per sede |
| Backup e ripristino | Copie, controlli, prove di ripristino | Canone per dispositivo o per volume di dati |
| Sicurezza gestita | Protezione delle postazioni, aggiornamenti di sicurezza, gestione degli accessi, monitoraggio | Canone per utente o per dispositivo |
| Cloud e licenze | Microsoft 365, Azure, altri servizi cloud | Rivendita a canone mensile o annuale |
| Progetti | Migrazioni, nuove sedi, rinnovo dell’hardware | A corpo o a consuntivo |
| Interventi fuori contratto | Tutto ciò che il canone non copre | A consuntivo o da un pacchetto di ore |
La rivendita di licenze passa spesso dai programmi dei produttori. Nel programma Cloud Solution Provider di Microsoft, per esempio, un partner può acquistare tramite un distributore (modello indiretto) oppure direttamente da Microsoft, e in quel caso fattura, gestisce e assiste i clienti in autonomia (modello a fatturazione diretta) (Microsoft Learn).
MSP, ISP, system integrator e cloud provider
| Chi | Cosa vende | Com’è il rapporto con il cliente |
|---|---|---|
| ISP (internet service provider) | La connettività: linea, accesso a internet | Contratto di linea, assistenza sulla linea |
| Cloud provider | Infrastruttura e servizi cloud | Servizio uguale per tutti, pagato a consumo o a canone |
| System integrator | Progetti che mettono insieme sistemi diversi | A progetto, con un inizio e una fine |
| MSP | La gestione continuativa dei sistemi del cliente | Canone ricorrente e livelli di servizio |
Nella pratica i confini si sovrappongono: un system integrator ha spesso un’area di servizi gestiti, un MSP rivende connettività e fa progetti. La differenza sta nel ricavo principale: un progetto che finisce o un canone che si rinnova.
Come guadagna un MSP
Le entrate di un MSP arrivano da cinque fonti:
- il canone dei servizi gestiti, per utente, per dispositivo o a cifra fissa;
- la rivendita di licenze e servizi cloud, con un margine di solito basso ma ricorrente;
- l’hardware, venduto con i progetti o con i rinnovi;
- i progetti, a corpo o a consuntivo;
- gli interventi fuori contratto e i pacchetti di ore, per ciò che il canone non copre.
Il canone è la parte più preziosa perché si ripete, ed è anche quella dove il margine si perde più facilmente senza che nessuno se ne accorga. Il suo margine dipende da quante ore di tecnico assorbe ogni cliente.
Un esempio con numeri inventati. Alfa IT Srl ha tre clienti a canone per utente. Un’ora di tecnico le costa 32 euro; gli strumenti di monitoraggio, backup e sicurezza le costano 9 euro al mese per utente.
| Cliente | Utenti | Canone mensile | Ore di tecnico nel mese | Costo delle ore | Costo degli strumenti | Margine | Margine % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Beta Spa | 40 | 1.800 € | 20 | 640 € | 360 € | 800 € | 44% |
| Gamma Srl | 25 | 1.125 € | 30 | 960 € | 225 € | −60 € | −5% |
| Delta Srl | 60 | 2.400 € | 22 | 704 € | 540 € | 1.156 € | 48% |
| Totale | 125 | 5.325 € | 72 | 2.304 € | 1.125 € | 1.896 € | 36% |
Beta e Delta pagano 45 e 40 euro a utente; Gamma paga come Beta, ma assorbe 1,2 ore di tecnico per utente al mese contro le 0,5 di Beta e le 0,37 di Delta. Il totale del 36% sembra sano e nasconde un cliente in perdita. Le strade sono tre: capire perché Gamma chiede tanto (hardware vecchio, utenti da formare, richieste fuori perimetro da fatturare a parte), rinegoziare il canone, o cambiare il perimetro del contratto al rinnovo. Tutte e tre richiedono di sapere quante ore sono andate su Gamma, e per fare cosa.
Il margine per cliente non è l’utile
Il margine della tabella è un margine di contribuzione: dice quanto ogni cliente lascia per coprire i costi fissi dell’MSP (sede, amministrazione, commerciale, formazione dei tecnici). Un portafoglio con un margine medio del 36% può comunque chiudere l’anno in perdita, se i costi fissi sono più alti. Il ragionamento completo è nella guida al margine di contribuzione.
I numeri da guardare
- Ricavo ricorrente mensile. La somma dei canoni attivi, al netto delle disdette. È la base che si rinnova ogni mese.
- Margine per cliente e per contratto. Come nella tabella: canone meno ore, strumenti e licenze.
- Ore per utente o per dispositivo. Il numero che spiega il margine, e che permette di confrontare clienti di dimensioni diverse.
- Utilizzo dei tecnici. Quante ore vanno su attività che rendono, a canone o fatturate, e quante su attività interne; come leggerlo lo trovi nella guida all’utilizzo delle risorse.
- Rinnovi e disdette. Quanti contratti si rinnovano, a che prezzo, e con quale perimetro.
- Rispetto degli SLA. Quante richieste sono state chiuse nei tempi promessi. Cosa scrivere nel contratto e come misurarlo è nella guida allo SLA.
- Tempi di incasso. Un canone fatturato in anticipo finanzia il servizio; lo stesso canone fatturato a fine mese e pagato a 60 giorni lo fa finanziare all’MSP. Il simulatore del cash flow di commessa mostra la differenza sulla cassa, mese per mese.
Perché un’azienda si affida a un MSP
Secondo l’Istat, nel 2025 il 68,1% delle imprese con almeno 10 addetti acquista servizi di cloud computing di livello intermedio o avanzato (Imprese e ICT, anno 2025). Sono servizi che qualcuno deve configurare, tenere aggiornati e proteggere, insieme alle postazioni, alla rete e ai backup che restano in azienda. Per un’impresa che non ha un reparto informatico interno, o ne ha uno piccolo, un MSP è un modo di avere queste competenze a un costo mensile prevedibile, con tempi di risposta scritti.
Il rovescio è la dipendenza: spesso l’MSP conosce i sistemi del cliente meglio del cliente stesso. Per questo nei contratti contano la documentazione che l’MSP deve consegnare, le credenziali di amministrazione che restano al cliente e le regole per il passaggio a un altro fornitore.
MSP e NIS2
Il D.Lgs. 138/2024 elenca i fornitori di servizi gestiti e quelli di servizi di sicurezza gestiti fra i settori ad alta criticità, alla voce della gestione dei servizi informatici fra imprese. Se un MSP rientri o no nella disciplina dipende anche dalle sue dimensioni e da altri criteri del decreto.
Anche chi resta fuori ne sente l’effetto. Le aziende che rientrano nella NIS2 devono adottare misure per la sicurezza della catena di approvvigionamento, compresi i rapporti con i loro fornitori di servizi (art. 24), e possono chiedere all’MSP chi accede ai loro sistemi, come e con quali tracce.
Verifica il tuo caso
Se e come la NIS2 si applichi alla tua azienda, e con quali scadenze, va verificato con chi segue la conformità e la sicurezza: dipende da soglie e criteri che un articolo non può valutare. Il quadro visto da chi fa assistenza gestita è nella guida su NIS2 per l’assistenza IT.
Gli strumenti di un MSP
Un MSP lavora di solito con due famiglie di strumenti: quelli tecnici per il monitoraggio e la gestione da remoto dei sistemi, e quelli per ticket e richieste di assistenza. Nessuno dei due, però, risponde alla domanda della tabella sopra: quanto rende ogni cliente. Per quella servono canoni, pacchetti di ore, interventi e costi nello stesso posto dove si fattura.
Se l’MSP lavora su Business Central, Talete mette canone, pacchetto ore, interventi dei tecnici e hardware rivenduto nella stessa commessa del cliente, con il margine per cliente aggiornato mentre le ore arrivano. Cosa serve a un MSP per controllare canoni, pacchetti ore e margini è spiegato nella guida al gestionale per MSP.
Domande frequenti
Cos'è un managed service provider?
È un'azienda che gestisce in modo continuativo una parte dell'informatica dei suoi clienti: reti, server, postazioni, backup, sicurezza, servizi cloud. Lavora di solito con un canone mensile e con livelli di servizio scritti nel contratto, invece di intervenire e fatturare solo quando qualcosa si rompe. Il D.Lgs. 138/2024 lo chiama fornitore di servizi gestiti.
Che differenza c'è tra MSP e ISP?
L'ISP (internet service provider) vende la connettività: la linea, l'accesso a internet, a volte la posta. L'MSP gestisce i sistemi del cliente: postazioni, server, rete interna, backup, sicurezza, servizi cloud. Un MSP può rivendere anche la connettività, ma il suo lavoro è far funzionare e tenere al sicuro quello che c'è dietro la linea.
Qual è un esempio di MSP?
Un'azienda di assistenza IT che, per un canone mensile a utente, gestisce le postazioni, la posta e le licenze Microsoft 365, i backup e la sicurezza di uno studio professionale con 30 persone, risponde alle richieste entro tempi scritti nel contratto e fattura a parte i progetti, come il trasloco in una nuova sede.
Cosa significa MSP in informatica?
MSP è la sigla di managed service provider, fornitore di servizi gestiti. In informatica indica chi si occupa in modo continuativo dei sistemi di un'altra azienda, da remoto o presso la sua sede. Se il servizio riguarda soprattutto la sicurezza (monitoraggio, gestione degli incidenti) si parla di MSSP, managed security service provider.
Come guadagna un MSP?
Con il canone ricorrente dei servizi gestiti, di solito per utente o per dispositivo, con la rivendita di licenze e servizi cloud, con i progetti (migrazioni, nuove sedi, rinnovo dell'hardware) e con gli interventi fuori contratto, a consuntivo o da pacchetti di ore. Il margine dipende soprattutto da quante ore di tecnico assorbe ogni cliente rispetto a quanto paga.
Un MSP rientra nella NIS2?
Il D.Lgs. 138/2024 elenca i fornitori di servizi gestiti fra i settori ad alta criticità, ma l'applicazione dipende anche dalle dimensioni dell'azienda e da altri criteri. In più, i clienti che rientrano nella NIS2 devono curare la sicurezza dei loro fornitori di servizi, e possono quindi chiedere garanzie anche agli MSP che restano fuori. Il caso della tua azienda va verificato con un esperto.
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