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OIC 34: i ricavi nei contratti di servizi e canoni
OIC 34 per chi vende servizi: da quando si applica, unità elementari, stato di avanzamento, canoni e licenze, differenze con OIC 23 e IFRS 15.
L’OIC 34 è il principio contabile dell’Organismo Italiano di Contabilità che stabilisce quando e per quanto si rilevano i ricavi da vendita di beni e da prestazione di servizi nei bilanci redatti secondo il codice civile. Si applica ai bilanci degli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2024 o da una data successiva (OIC 34, par. 43): per chi chiude l’esercizio al 31 dicembre, dal bilancio 2024. Il modello ha quattro fasi: determinare il prezzo complessivo del contratto, scomporre il contratto in unità elementari di contabilizzazione, assegnare a ciascuna la sua parte di prezzo, rilevare ogni ricavo quando la prestazione è eseguita.
Per un’azienda di servizi il cambiamento più grande riguarda i contratti con più prestazioni a un prezzo unico: l’avvio del servizio, un canone di assistenza su due anni, un pacchetto di ore, qualche giornata di formazione. Quello che segue non è un parere contabile: come applicarlo ai tuoi contratti e al tuo bilancio lo decidi con il tuo commercialista o revisore.

Cos’è l’OIC 34 e a cosa si applica
L’OIC 34 «Ricavi» è stato pubblicato ad aprile 2023. Si applica a tutte le transazioni che producono ricavi dalla vendita di beni e dalla prestazione di servizi, qualunque sia la voce del conto economico in cui finiscono: ricavi delle vendite e delle prestazioni (A1) o altri ricavi e proventi (A5) (OIC 34, par. 2). Nelle motivazioni l’OIC spiega che le regole sui ricavi sparse negli altri principi non bastavano per i contratti più complessi, e che il nuovo modello serve soprattutto ai contratti con più prestazioni e un prezzo solo.
Restano fuori (par. 3):
- i lavori in corso su ordinazione, che seguono l’OIC 23;
- le cessioni di azienda, i fitti attivi e i ristorni;
- le operazioni senza finalità di compravendita, come lo scambio di merce uguale tra due magazzini per risparmiare sul trasporto.
Nel 2025 la Fondazione OIC ha avviato una revisione del principio dopo i primi anni di applicazione, con un questionario rivolto a imprese e professionisti, per valutare eventuali modifiche (Fondazione OIC). Prima di chiudere un bilancio controlla sul sito della Fondazione la versione in vigore.
OIC 34 o OIC 23: quale si applica alla tua commessa
L’OIC 23 riguarda i contratti, di solito ultrannuali, per realizzare un bene o fornire beni e servizi non di serie che formano un unico progetto, eseguiti secondo le specifiche tecniche del committente (OIC 23, par. 5). L’OIC 34 copre le altre vendite di beni e servizi. Un criterio pratico è guardare cosa consegni: un’opera costruita su misura per quel cliente, o un servizio che eroghi in modo simile a molti clienti.
| OIC 23, lavori in corso su ordinazione | OIC 34, ricavi | |
|---|---|---|
| Cosa copre | Opere, impianti, progetti non di serie realizzati su specifiche del committente | Vendite di beni e prestazioni di servizi |
| Esempi nei servizi | Un sistema progettato su misura e consegnato dopo 14 mesi | Canoni di assistenza, servizi gestiti, pacchetti ore, formazione, licenze |
| Come si rileva il ricavo | Percentuale di completamento per i contratti ultrannuali, se ci sono le condizioni; per quelli sotto l’anno anche a commessa completata | Stato di avanzamento per i servizi, se ci sono le due condizioni; altrimenti a prestazione completata |
| Dove approfondire | OIC 23: come si valutano a bilancio le commesse pluriennali | Questo articolo |
Per i servizi l’OIC 34 ha ripreso dall’OIC 23 la logica dello stato di avanzamento, e lo dice nelle motivazioni. Molti system integrator hanno le due cose insieme: un progetto su specifiche e un contratto di assistenza che parte alla consegna. Quando convivono nello stesso contratto, come separarli e quale principio applicare a ciascuna parte è una delle valutazioni da fare con chi redige il bilancio.
Le quattro fasi per rilevare un ricavo
1. Il prezzo complessivo del contratto
È il corrispettivo previsto dal contratto, comprese le parti variabili (par. 5 e 10-15). Le parti variabili seguono regole diverse a seconda del segno:
- premi e incentivi entrano nel prezzo solo quando diventano ragionevolmente certi;
- sconti, abbuoni, penali e resi riducono il ricavo in base alla migliore stima, con uno dei due metodi del principio: la media ponderata degli importi possibili se gli scenari sono più di due, l’importo più probabile se sono due.
Una penale per il mancato rispetto degli SLA, per esempio, si stima e riduce il ricavo. Se il pagamento è dilazionato oltre i 12 mesi senza interessi, o con interessi molto lontani da quelli di mercato, il prezzo va attualizzato; le società con bilancio abbreviato o da micro-impresa possono non farlo (par. 11-12).
2. Le unità elementari di contabilizzazione
Ogni bene, servizio o altra prestazione promessa al cliente nel contratto va trattata separatamente (par. 16). Non si separano (par. 17-18):
- beni e servizi integrati o interdipendenti, che il cliente non può usare uno senza l’altro; l’OIC cita un software che non si può usare senza la personalizzazione fatta dal venditore;
- le prestazioni fuori dall’attività caratteristica, come i premi di un’operazione a premio;
- le prestazioni eseguite tutte nello stesso esercizio, perché separarle non sposterebbe nessun ricavo;
- nei contratti non complessi, le prestazioni la cui separazione avrebbe effetti irrilevanti. Si presume che possano farlo le società con bilancio abbreviato o da micro-impresa.
L’ultima semplificazione ha un limite, scritto nelle motivazioni del principio: anche le società più piccole devono separare le unità quando firmano contratti complessi di importo significativo, cioè con più prestazioni da svolgere negli esercizi futuri e un margine elevato.
3. La ripartizione del prezzo
Il prezzo complessivo si divide fra le unità in proporzione ai rispettivi prezzi di vendita, al netto degli sconti normalmente praticati (par. 20-21). Il prezzo di riferimento è quello del contratto, oppure il listino se il prezzo contrattuale se ne discosta in modo significativo. Se manca un prezzo di riferimento si stima con uno di tre metodi: i prezzi di mercato, i costi attesi più un margine, il metodo residuale. Se nessuno dà una stima attendibile, il prezzo dell’unità è pari al costo sostenuto.
4. Il momento in cui si rileva il ricavo
Per i beni il ricavo si rileva quando rischi e benefici passano in modo sostanziale al cliente e l’importo è determinabile in modo attendibile (par. 23). Per i servizi si rileva in base allo stato di avanzamento se valgono entrambe queste condizioni (par. 31-33):
- l’accordo prevede che il diritto al corrispettivo maturi via via che la prestazione è eseguita;
- l’importo di competenza si può misurare in modo attendibile.
Lo stato di avanzamento si misura con le ore lavorate sulle ore totali stimate, con i costi sostenuti sui costi totali stimati, o con i servizi resi sui servizi previsti dal contratto. Se le condizioni mancano, il ricavo si rileva quando la prestazione è completata. Lo stato di avanzamento contabile non va confuso con il SAL di fatturazione: il SAL concordato con il cliente decide quando fatturi, lo stato di avanzamento dell’OIC 34 decide quando rilevi il ricavo, e le due date possono non coincidere.
Se misuri l’avanzamento con le ore, alla data di bilancio ti servono le ore registrate su ogni contratto e una stima aggiornata di quelle che mancano: è il lavoro della consuntivazione delle ore. Ore ricostruite a fine anno da email e fogli sparsi producono un avanzamento difficile da difendere davanti al revisore. Il metodo scelto va anche indicato in nota integrativa, insieme a quello usato per ripartire il prezzo e per stimare le parti variabili (par. 37).
Canoni, licenze e assistenza: cosa cambia per chi vende servizi
- Canoni di assistenza e servizi gestiti. Il cliente riceve il servizio mese dopo mese, e il ricavo si distribuisce sulla durata del contratto. Un canone annuale fatturato in anticipo si divide sui dodici mesi; la parte non ancora maturata a fine esercizio diventa un risconto passivo. Come si organizza la fatturazione di questi contratti è spiegato in fatturazione dei canoni e dei contratti ricorrenti.
- Pacchetti di ore prepagati. In genere il ricavo segue le ore erogate, e la parte pagata e non ancora erogata a fine esercizio si rinvia all’anno dopo. Come trattare le ore che scadono senza essere usate va deciso con chi redige il bilancio.
- Licenze concesse per un periodo. Il ricavo si distribuisce di solito sulla durata del contratto. Si rileva tutto alla consegna solo se il cliente ne ottiene i benefici senza che tu debba fare altro; l’esempio 9 del principio, una licenza software quinquennale che richiede aggiornamenti periodici, va distribuito sui cinque anni (Appendice, par. A.3).
- Rivendita di prodotti e servizi di terzi. Se nella rivendita agisci per conto di terzi, il ricavo è solo la tua commissione. Per deciderlo si guarda chi ha la responsabilità di fornire il bene o il servizio al cliente, chi porta il rischio di magazzino e chi decide il prezzo (Appendice, par. A.5-A.7).
- Costi per ottenere il contratto, come la provvigione di un agente. Si capitalizzano tra le immobilizzazioni immateriali solo se sostenuti per quel contratto, se il contratto è ragionevolmente certo e se sono recuperabili; se sono ricorrenti o di importo irrilevante vanno a costo (Appendice, par. A.13).
- Contratti in perdita. Se i costi attesi superano il prezzo complessivo, la perdita attesa si rileva con un fondo secondo l’OIC 31 (Appendice, par. A.14).
Un esempio: il contratto di Zeta Srl
Zeta Srl è un fornitore di servizi IT gestiti inventato per questo articolo. Il 1° luglio 2026 firma con Alfa Spa, anch’essa inventata, un contratto da 90.000 euro con quattro prestazioni. A listino varrebbero 100.000 euro: lo sconto del 10% si divide in proporzione su tutte. Zeta chiude l’esercizio al 31 dicembre, e l’esempio non considera le imposte.
| Unità elementare (esempio) | Listino | Prezzo assegnato | Come si rileva | Ricavo 2026 | Ricavo 2027 | Ricavo 2028 |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Avvio e migrazione | 12.000 € | 10.800 € | A completamento, agosto 2026 | 10.800 € | 0 € | 0 € |
| Servizio gestito per 24 mesi | 72.000 € | 64.800 € | 2.700 € per ogni mese di servizio | 16.200 € | 32.400 € | 16.200 € |
| Pacchetto di 100 ore di consulenza | 9.000 € | 8.100 € | Sulle ore erogate: 40 nel 2026, 60 nel 2027 | 3.240 € | 4.860 € | 0 € |
| Formazione, tre giornate | 7.000 € | 6.300 € | Quando si svolge, settembre 2026 | 6.300 € | 0 € | 0 € |
| Totale | 100.000 € | 90.000 € | 36.540 € | 37.260 € | 16.200 € | |
| Fatturato nell’anno | 45.000 € | 30.000 € | 15.000 € |
Il contratto prevede una fattura di 30.000 euro alla firma e poi 2.500 euro al mese per 24 mesi. Nel 2026 Zeta fattura 45.000 euro, ma i ricavi di competenza sono 36.540: la differenza di 8.460 euro passa al 2027 come risconto passivo. Chi guarda solo il fatturato vede un primo anno più ricco di quanto sia.
Quando l’avvio non è un’unità a sé
Se avvio e migrazione non hanno valore per il cliente senza il servizio gestito, sono prestazioni interdipendenti e non si separano (par. 17). In quel caso i 10.800 euro si sommano al servizio e si distribuiscono sui 24 mesi, e il ricavo del 2026 scende da 36.540 a 28.440 euro. È la valutazione che sposta di più il primo anno, e va motivata.
OIC 34 e IFRS 15: le differenze
L’IFRS 15 è il principio internazionale sui ricavi da contratti con i clienti, in vigore per gli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2018 (IFRS Foundation). Lo applicano le società che redigono il bilancio secondo i principi IAS/IFRS, per esempio le società quotate; le altre usano l’OIC 34. La struttura è simile, alcune regole no.
| OIC 34 | IFRS 15 | |
|---|---|---|
| Modello | Quattro fasi: prezzo, unità elementari, ripartizione, rilevazione | Cinque passi: contratto, obbligazioni di fare (performance obligation), prezzo, ripartizione, rilevazione |
| Vendita di beni | Al passaggio sostanziale di rischi e benefici | Al trasferimento del controllo al cliente |
| Servizi | Stato di avanzamento se il diritto al corrispettivo matura con l’esecuzione e il ricavo è misurabile | Nel tempo (over time) se è soddisfatto uno dei criteri dello standard, con un metodo di misura dell’avanzamento |
| Semplificazioni per dimensione | Sì, per bilancio abbreviato e micro-imprese | Nessuna legata alla dimensione |
Prima applicazione e fisco
Per il primo anno il principio lascia due strade (par. 44-45). La prima è l’applicazione retroattiva secondo l’OIC 29, con la possibilità di non rettificare i dati comparativi e di correggere solo il patrimonio netto di apertura. La seconda è l’applicazione prospettica, solo ai contratti firmati dall’inizio del primo esercizio di applicazione: i contratti pluriennali firmati prima continuano con il trattamento precedente fino alla scadenza.
Il coordinamento con IRES e IRAP
Il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 27 giugno 2025 coordina l’OIC 34 con le regole per il calcolo della base imponibile IRES e IRAP, tra l’altro su costi per ottenere il contratto, penali e vendite con diritto di reso (Gazzetta Ufficiale n. 160 del 12 luglio 2025). Gli effetti fiscali delle scelte contabili vanno verificati con il commercialista.
Cosa deve registrare il gestionale
Per applicare il principio servono dati che molte aziende di servizi tengono in posti diversi. Per ogni contratto:
- le prestazioni che contiene, ciascuna con il prezzo di listino e il prezzo assegnato;
- per i servizi a stato di avanzamento, le ore o i costi registrati alla data di bilancio e la stima di quelli che mancano;
- le ore erogate su ogni pacchetto, le date di inizio e fine di ogni canone;
- le fatture emesse, tenute distinte dai ricavi di competenza, per calcolare i risconti.
In Microsoft Dynamics 365 Business Central con Talete canoni, pacchetti ore e lavoro a corpo e a consuntivo stanno sulla stessa commessa, con le ore registrate da chi le lavora: a fine anno lo stato di avanzamento e le ore residue di ogni pacchetto si leggono dal gestionale invece di ricostruirli. Il criterio contabile resta una scelta di chi redige il bilancio. Come si fatturano le diverse righe di una commessa è riassunto in i 5 tipi di fatturazione su commessa. Chi lavora nei servizi gestiti trova i casi tipici nella pagina per gli MSP; chi segue la chiusura del bilancio, in quella per amministrazione e fatturazione.
Domande frequenti
Da quando si applica l'OIC 34?
Ai bilanci degli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2024 o da una data successiva. Per una società con l'esercizio coincidente con l'anno solare, il primo bilancio è quello del 2024.
A chi si applica l'OIC 34?
Alle società che redigono il bilancio secondo il codice civile, per tutti i ricavi da vendita di beni e da prestazione di servizi, sia nella voce A1 sia nella voce A5 del conto economico. Sono esclusi i lavori in corso su ordinazione (OIC 23), le cessioni di azienda, i fitti attivi, i ristorni e le permute senza finalità di vendita.
Come si applica la prima volta l'OIC 34?
Il principio lascia due strade: l'applicazione retroattiva secondo l'OIC 29, con la possibilità di non rettificare i dati comparativi e di correggere il patrimonio netto di apertura, oppure l'applicazione prospettica, solo ai contratti firmati dall'inizio del primo esercizio di applicazione.
Quando si rileva il ricavo per la vendita di un bene secondo l'OIC 34?
Quando rischi e benefici del bene sono passati in modo sostanziale al cliente e l'importo del ricavo si può determinare in modo attendibile. Il rischio di credito non conta: incide sulla valutazione del credito secondo l'OIC 15, non sul momento del ricavo.
Cosa sono le unità elementari di contabilizzazione?
Sono le singole prestazioni promesse nel contratto che si contabilizzano separatamente, per esempio un servizio di avvio, un canone di assistenza, un pacchetto di ore. Non si separano i beni e servizi che il cliente non può usare uno senza l'altro, le prestazioni eseguite tutte nello stesso esercizio e, nei contratti semplici, quelle la cui separazione avrebbe effetti irrilevanti.
Che differenza c'è tra OIC 34 e IFRS 15?
La struttura è simile: entrambi scompongono il contratto e ne ripartiscono il prezzo. L'IFRS 15, usato da chi redige il bilancio secondo i principi internazionali, segue cinque passi e rileva i ricavi al trasferimento del controllo. L'OIC 34, per i bilanci secondo il codice civile, segue quattro fasi, per i beni guarda al passaggio di rischi e benefici e prevede semplificazioni per le società più piccole.
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