· 7 min di lettura
Reverse charge in edilizia e negli impianti: quando si applica
Quando scatta il reverse charge nei lavori edili e negli impianti: subappalto, installazioni su edifici, esclusioni, fattura ed effetto sulla cassa.
Il reverse charge in edilizia è il meccanismo per cui chi esegue il lavoro emette la fattura senza IVA e l’imposta la integra e la registra il cliente. Nei lavori edili e negli impianti si applica in due casi dell’art. 17, comma 6, del DPR 633/1972: il subappalto nel settore edile (lettera a) e le prestazioni di pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento relative a edifici (lettera a-ter). La seconda è quella che riguarda la maggior parte degli impiantisti, perché vale fra soggetti IVA anche quando non c’è nessun subappalto.
Per un’impresa che lavora a commessa la domanda non è teorica. Decide come si fattura ogni SAL, quanta IVA passa dal conto corrente e se a fine anno ci sarà un credito IVA da recuperare. Qui trovi i due casi, le esclusioni più frequenti, come si fattura e un esempio con cinque lavori della stessa impresa.
Norme in vigore e verifica del caso
I riferimenti sono quelli del DPR 633/1972, in vigore per le operazioni del 2026. Dal 1° gennaio 2027 si applica il Testo unico IVA, che riprende le stesse regole con una numerazione diversa. L’inversione contabile dipende da attività del cliente, tipo di contratto e oggetto del lavoro: ogni caso dubbio va verificato con il commercialista.

I due casi del reverse charge in edilizia
| Lettera a) | Lettera a-ter) | |
|---|---|---|
| Cosa copre | Servizi resi nel settore edile, manodopera compresa | Pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento relativi a edifici |
| Chi è il cliente | Un’impresa di costruzione o ristrutturazione, l’appaltatore principale o un altro subappaltatore | Qualsiasi soggetto IVA |
| Serve un subappalto | Sì | No: vale anche per il contratto diretto |
| In vigore da | 2007 | 1° gennaio 2015 |
| Codice natura in fattura elettronica | N6.3 | N6.7 |
Lettera a): il subappalto nel settore edile
È il caso nato per primo. Il subappaltatore che lavora in un cantiere per conto di un’impresa edile fattura senza IVA all’impresa che gli ha affidato il lavoro. Secondo la prassi dell’Agenzia delle Entrate entrambe le imprese devono svolgere attività del settore edile, quelle della sezione F della classificazione ATECO, e il contratto deve essere un subappalto di servizi. Un impiantista che lavora per il general contractor di un condominio in costruzione ricade qui.
Lettera a-ter): impianti, completamento, pulizia e demolizione
Dal 2015 l’inversione contabile vale anche fuori dal subappalto, per quattro famiglie di prestazioni relative a edifici: pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento (intonaci, pavimenti, serramenti, tinteggiature e simili). Nella circolare 14/E del 27 marzo 2015 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la norma non pone limiti sul cliente: basta che sia un soggetto IVA. L’installazione di un impianto termico in uno studio professionale, per riprendere un esempio della circolare, è in reverse charge.
Per capire se una prestazione rientra, la circolare rimanda ai codici ATECO delle attività di installazione e completamento, letti sull’oggetto del lavoro e non sull’attività prevalente di chi lo fa. Entrano anche manutenzione e riparazione degli impianti, sempre se relativi all’edificio. La classificazione ATECO è stata aggiornata nel 2025: i codici da confrontare sono quelli in vigore, e la corrispondenza con l’elenco della circolare va controllata.
Quando il reverse charge non si applica
Le esclusioni sono la parte dove nascono più errori, perché lo stesso impiantista nello stesso mese può avere lavori dentro e fuori.
- Clienti senza partita IVA. Il privato che rifà l’impianto di casa riceve una fattura con IVA, con l’aliquota del caso (spesso il 10% per manutenzioni e recupero edilizio sulle abitazioni, alle condizioni della legge).
- Cessioni di beni con posa in opera. Se il contratto ha per oggetto principale la vendita di un bene (un gruppo elettrogeno, una caldaia venduta con l’installazione accessoria) è una cessione di beni e segue l’IVA ordinaria. Se prevale il lavoro, è una prestazione di servizi. Va letto il contratto, non il nome della fattura.
- Impianti che non sono relativi all’edificio. Un impianto al servizio di un macchinario o di una linea di produzione, o un fotovoltaico a terra che non serve a un fabbricato, restano fuori dalla lettera a-ter.
- Pubblica amministrazione nella sua attività istituzionale. Non è soggetto passivo IVA: la fattura porta l’IVA e si applica la scissione dei pagamenti.
Come si fattura in reverse charge
Dal lato di chi esegue il lavoro la fattura del SAL o dell’intervento:
- non porta l’IVA;
- riporta l’annotazione «inversione contabile» e il riferimento alla norma (art. 17, comma 6, lettera a o a-ter, DPR 633/1972);
- nella fattura elettronica usa il codice natura N6.3 o N6.7 al posto dell’aliquota.
Dal lato del cliente la fattura va integrata con aliquota e imposta e annotata sia nel registro delle vendite sia in quello degli acquisti, nei termini dell’art. 17, comma 5. L’integrazione si può fare con un documento elettronico di tipo TD16 inviato al Sistema di Interscambio. Per il cliente l’effetto sull’IVA è neutro, se ha diritto alla detrazione piena.
Se in un contratto convivono una parte in reverse charge e una con IVA (per esempio impianti dell’edificio e quadri a bordo macchina), le due parti vanno su righe separate, con il trattamento di ciascuna. Il trattamento giusto si decide sulla commessa, quando si firma il contratto, e ogni SAL lo eredita.
Un esempio: cinque lavori della stessa impresa
Delta Impianti Srl, un’impresa elettrica e termoidraulica inventata per l’esempio, chiude ottobre con cinque lavori da 20.000 € di imponibile ciascuno.
| Lavoro | Committente | Trattamento | IVA in fattura |
|---|---|---|---|
| Impianto elettrico in un condominio in costruzione | Impresa edile, Delta è subappaltatrice | Reverse charge, lettera a), N6.3 | 0 € |
| Climatizzazione degli uffici | Software house, contratto diretto | Reverse charge, lettera a-ter), N6.7 | 0 € |
| Manutenzione dell’impianto termico | Studio di commercialisti | Reverse charge, lettera a-ter), N6.7 | 0 € |
| Rifacimento dell’impianto di un appartamento | Privato senza partita IVA | IVA, aliquota da verificare (10% se ricorrono le condizioni) | 2.000 € |
| Impianto elettrico di una scuola | Comune, attività istituzionale | IVA 22% con split payment | 4.400 € (la versa il Comune) |
Su 100.000 € di lavori Delta incassa IVA solo per 2.000 €. Sugli acquisti di materiali e sui subappalti con IVA, invece, l’imposta la paga ai fornitori. Se i materiali del mese valgono 45.000 € più IVA al 22%, Delta ha pagato 9.900 € di IVA e ne ha incassati 2.000: il saldo del mese è un credito di 7.900 €.
L’effetto sulla cassa: il credito IVA ricorrente
Chi lavora soprattutto in reverse charge si trova con un credito IVA strutturale: compra con IVA e vende senza. Quel credito è cassa ferma finché non viene compensato con altri tributi o rimborsato, con limiti, visti e tempi che dipendono dall’importo e dalla situazione dell’impresa e che vanno pianificati con il commercialista.
Per questo il trattamento IVA delle commesse va messo nella previsione di cassa, non solo nel conto economico. Due commesse con lo stesso margine possono avere un effetto opposto sulla liquidità: una in reverse charge con molti materiali, l’altra con IVA incassata dal cliente. Come costruire la previsione partendo da SAL, acconti e scadenze lo spiega la guida al cash flow previsionale delle commesse; i tempi di incasso, quella sul DSO.
Gli errori più frequenti
- Decidere il trattamento fattura per fattura. Dipende da cliente, contratto e oggetto: si decide sulla commessa e sulle sue voci, una volta.
- Applicare la lettera a) senza subappalto. Un contratto diretto con un’impresa edile non è un subappalto; per gli impianti può valere la lettera a-ter, per altri lavori no.
- Trattare come servizio una vendita con posa. Il gruppo elettrogeno venduto e installato resta una cessione di beni.
- Dimenticare l’anagrafica del cliente. Senza partita IVA il reverse charge non esiste, e uno studio professionale che sembra un privato invece ce l’ha.
Se l’IVA viene applicata quando serviva l’inversione contabile, o il contrario, esistono regole di regolarizzazione e sanzioni specifiche: meglio un controllo all’apertura della commessa che una correzione su dodici SAL.
In Talete
In Talete ogni task della commessa ha il suo tipo di fatturazione, a corpo con SAL o a ore, e le fatture escono in blocco con l’anteprima: il trattamento IVA impostato in Business Central su cliente e articoli arriva in ogni fattura senza sceglierlo a mano.
Le altre regole per la fattura di un SAL (momento dell’IVA, aliquote, ritenuta dello 0,50% negli appalti pubblici) sono nella guida alla fattura del SAL e IVA. Come si organizza una commessa di impianti, fra SAL, lavori a ore e manutenzioni, lo trovi nella guida al gestionale per impiantisti; per vedere l’effetto di IVA e incassi sulla cassa delle tue commesse c’è lo strumento cash flow di commessa.
Domande frequenti
Quando si applica il reverse charge in edilizia?
In due casi dell'art. 17, comma 6, DPR 633/1972. Lettera a): servizi resi nel settore edile da subappaltatori a imprese di costruzione o ristrutturazione, all'appaltatore principale o a un altro subappaltatore. Lettera a-ter): pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento relativi a edifici, resi a un soggetto IVA, anche senza subappalto.
Il reverse charge si applica agli impiantisti?
Sì, spesso. L'installazione, la manutenzione e la riparazione di impianti relativi a edifici rientrano nella lettera a-ter quando il cliente ha la partita IVA, anche se è un'azienda che non fa edilizia o uno studio professionale. Restano fuori i lavori per privati senza partita IVA e gli impianti che non sono al servizio dell'edificio.
Quale codice natura si usa in fattura elettronica?
N6.3 per il subappalto nel settore edile (lettera a) e N6.7 per le prestazioni del comparto edile e settori connessi (lettera a-ter). La fattura esce senza IVA e con il riferimento alla norma; il cliente la integra con aliquota e imposta.
La vendita di un impianto con installazione è in reverse charge?
Di norma no. Se l'oggetto principale del contratto è la cessione del bene e la posa è accessoria, l'operazione è una cessione di beni e segue l'IVA ordinaria. Il reverse charge della lettera a-ter riguarda le prestazioni di servizi. Quando un contratto è misto, va letto qual è la prestazione prevalente.
Con la pubblica amministrazione si usa il reverse charge o lo split payment?
Se la pubblica amministrazione acquista per la sua attività istituzionale non è soggetto passivo IVA: niente reverse charge, si applica la scissione dei pagamenti. Se l'operazione rientra nel reverse charge, perché il committente agisce come soggetto IVA, lo split payment non si applica.
Cosa cambia dal 2027?
Dal 1° gennaio 2027 il DPR 633/1972 è sostituito dal Testo unico IVA (D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10), che riordina le norme con una numerazione nuova. Le diciture in fattura che citano l'art. 17, comma 6, vanno aggiornate al nuovo riferimento: verificalo con il commercialista prima di gennaio.
I termini di questo articolo, nel glossario