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Fattura del SAL e IVA: quando si emette e con quale aliquota
Quando nasce l'IVA su un SAL, entro quando emettere la fattura, quale aliquota usare e quando scattano reverse charge, split payment e ritenuta dello 0,5%.
Su un SAL l’IVA diventa dovuta quando il cliente paga, oppure prima se emetti la fattura prima del pagamento. Il motivo è che un appalto, anche di impianti o di lavori edili, è una prestazione di servizi, e per i servizi l’art. 6 del DPR 633/1972 lega il momento dell’imposta al pagamento del corrispettivo. L’aliquota è quella del lavoro che il SAL paga (di regola il 22%), e in molti rapporti fra imprese l’IVA non si addebita affatto perché scatta l’inversione contabile.
Qui trovi le regole che servono a chi prepara le fatture di SAL in un’impresa di impianti, di costruzioni o in una società che lavora a commessa: quando emettere la fattura, quale aliquota usare, quando si applicano reverse charge, split payment e ritenuta a garanzia, con un esempio su un SAL vero e proprio. Come si calcola l’avanzamento e cosa scrivere nel documento di SAL lo spiega la guida alla fatturazione a SAL.
Norme in vigore e verifica del caso
Gli articoli citati sono quelli del DPR 633/1972, in vigore per le operazioni del 2026. Dal 1° gennaio 2027 si applica il Testo unico IVA (D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10), che riprende le stesse regole con una numerazione diversa. Aliquote agevolate e inversione contabile dipendono da contratto, immobile e attività del cliente: il caso concreto va sempre verificato con il commercialista.

Quando nasce l’IVA su un SAL
Per le cessioni di beni conta la consegna; per le prestazioni di servizi conta il pagamento. L’appalto, cioè l’impegno a realizzare un’opera o un servizio con organizzazione propria e a proprio rischio, è una prestazione di servizi. Quindi l’operazione si considera effettuata, e l’IVA diventa esigibile, nel momento in cui il committente paga il SAL, nei limiti di quanto paga.
C’è un’eccezione che nella pratica è la regola: se emetti la fattura prima del pagamento, l’operazione si considera effettuata alla data della fattura, per l’importo fatturato. Chi fattura il SAL appena il cliente lo approva, e incassa a 60 giorni, versa l’IVA nella liquidazione del mese della fattura, prima di aver visto i soldi. È uno dei motivi per cui il ritardo fra SAL approvato e incasso pesa sulla cassa due volte: manca l’imponibile e manca anche l’IVA già versata.
Il SAL approvato in sé non fa scattare l’IVA. Dà al fornitore il diritto di chiedere il pagamento di quella parte di lavoro; l’imposta segue la fattura o l’incasso, il primo dei due.
Entro quando emettere la fattura del SAL
L’art. 21, comma 4 dà due strade:
| Tipo di fattura | Quando si emette | Quando conviene per un SAL |
|---|---|---|
| Immediata | Entro 12 giorni dal momento di effettuazione (pagamento o fattura anticipata) | Il caso più comune: fattura all’approvazione del SAL o all’incasso |
| Differita | Entro il giorno 15 del mese successivo, per le prestazioni documentate | Più SAL o più interventi dello stesso cliente nel mese, raggruppati in una fattura |
Nella fattura elettronica la data del documento è quella di effettuazione dell’operazione; l’invio al Sistema di Interscambio deve avvenire entro i 12 giorni. Se il cliente paga senza che tu abbia fatturato, i 12 giorni partono dall’incasso: è una situazione frequente con gli acconti, descritta nella guida alla fattura di acconto su commessa.
Quale aliquota IVA si applica al SAL
Il SAL non ha un’aliquota sua: prende quella del lavoro che paga.
- 22%, l’aliquota ordinaria: impianti in edifici non abitativi, lavori per aziende, progetti IT, servizi di ingegneria.
- 10%, per gli interventi di recupero edilizio e per alcune manutenzioni sulle abitazioni, e per la costruzione di abitazioni che non sono di lusso, alle condizioni della Tabella A, parte III, del DPR 633/1972.
- 4%, per la costruzione della prima casa, alle condizioni della Tabella A, parte II.
Le aliquote ridotte hanno condizioni precise (tipo di immobile, tipo di intervento, a volte la destinazione o il titolo edilizio) e regole particolari per i beni di valore significativo forniti durante l’intervento. Se nello stesso contratto convivono lavori con aliquote diverse, ogni SAL va diviso per aliquota: è più semplice se le voci del SAL ricalcano le righe del contratto.
Reverse charge: quando il SAL si fattura senza IVA
L’art. 17, comma 6 sposta l’IVA sul cliente in due casi che riguardano da vicino impiantisti e imprese edili:
- lettera a): le prestazioni rese nel settore edile da subappaltatori a imprese che svolgono attività di costruzione o ristrutturazione;
- lettera a-ter): le prestazioni di pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento relative a edifici, fra soggetti IVA, anche senza subappalto.
In questi casi la fattura del SAL esce senza IVA, con il riferimento alla norma e, nella fattura elettronica, il codice natura N6.3 (subappalto nel settore edile) o N6.7 (prestazioni del comparto edile e settori connessi). Il cliente integra la fattura con l’imposta e la registra sia negli acquisti sia nelle vendite. Se il committente è un privato senza partita IVA, l’inversione contabile non si applica e il SAL porta l’IVA. Quando scatta l’una o l’altra lettera, con gli esempi per gli impianti, è spiegato nella guida al reverse charge in edilizia e negli impianti.
Split payment: il SAL verso la pubblica amministrazione
Con la scissione dei pagamenti dell’art. 17-ter l’IVA la addebiti in fattura, ma la pubblica amministrazione (e le altre società indicate dalla norma) la versa direttamente all’Erario e a te paga solo l’imponibile. In fattura elettronica l’esigibilità si indica con la lettera S e la descrizione riporta la scissione dei pagamenti.
Per la cassa il SAL verso la pubblica amministrazione è diverso da quello verso un privato: l’IVA non passa dal tuo conto. Se incassi meno IVA di quanta ne paghi ai fornitori, il saldo IVA tende a credito, da recuperare con rimborso o compensazione. Quando un lavoro pubblico è in inversione contabile (per esempio un subappalto edile), prevale il reverse charge e lo split payment non si applica.
La ritenuta dello 0,50% negli appalti pubblici
Negli appalti pubblici la stazione appaltante opera una ritenuta dello 0,50% sull’importo netto progressivo delle prestazioni e la svincola solo alla liquidazione finale, dopo il collaudo o la verifica di regolare esecuzione e con il DURC regolare (art. 11, comma 6, D.Lgs. 36/2023). Molti contratti privati prevedono una ritenuta a garanzia simile, in percentuale e con tempi scritti nel contratto.
La ritenuta riduce quanto ti viene pagato, non il valore del lavoro eseguito: secondo l’impostazione seguita dall’Amministrazione finanziaria la fattura riporta l’importo intero del SAL, IVA compresa dove dovuta, e la quota trattenuta resta un credito verso il cliente fino allo svincolo. Va seguita come tale: è denaro tuo che rientra mesi dopo la fine dei lavori, e nel cash flow previsionale delle commesse va messo alla data del collaudo, non a quella del SAL.
Un esempio: lo stesso SAL in tre situazioni
Delta Impianti Srl, un’impresa inventata per l’esempio, ha appena fatto approvare un SAL da 50.000 € (imponibile, al netto del recupero dell’anticipo) per lavori elettrici. Ecco cosa cambia a seconda del lavoro e del committente.
| Lavoro e committente | IVA in fattura | Totale fattura | Cosa incassa Delta | IVA che versa Delta |
|---|---|---|---|---|
| Impianto elettrico del capannone di un’azienda manifatturiera (installazione relativa a un edificio, lettera a-ter) | 0 € (reverse charge, N6.7) | 50.000 € | 50.000 € | 0 € |
| Impianto elettrico di una scuola, appalto diretto con il Comune (split payment e ritenuta) | 11.000 € | 61.000 € | 49.750 € (50.000 € − ritenuta 0,50%) | 0 € (la versa il Comune) |
| Quadri e cablaggi a bordo di una linea di produzione della stessa azienda (impianto al servizio del macchinario, non dell’edificio) | 11.000 € | 61.000 € | 61.000 € | 11.000 € |
La differenza fra la prima e la terza riga è un giudizio tecnico: l’inversione contabile della lettera a-ter vale quando l’impianto è funzionale all’edificio, non quando serve solo a un macchinario. Nella stessa commessa possono esserci entrambe le parti, e allora il SAL va diviso. Per questo il trattamento IVA si decide sulle voci del contratto, con il commercialista, prima del primo SAL e non alla prima fattura contestata.
Lo stesso lavoro produce quindi tre fatture diverse, tre incassi diversi e tre effetti diversi sulla liquidazione IVA. Per una commessa di 12 mesi con un SAL al mese, sbagliare l’impostazione all’inizio significa correggere dodici fatture.
Gli errori che costano di più
- Il codice IVA scelto a mano a ogni fattura. Il trattamento del SAL dipende da cliente e contratto, quindi va deciso sulla commessa una volta, e la fattura lo eredita.
- SAL fatturato e mai incassato senza seguirlo. Hai già versato l’IVA; se il cliente contesta l’avanzamento, ti serve una nota di variazione, con regole e tempi suoi.
- La ritenuta a garanzia dimenticata. Resta per mesi un credito che nessuno sollecita, e a volte si perde allo svincolo perché manca un documento.
- Le aliquote ridotte decise sulle parole del cliente. Il 10% sulle abitazioni ha condizioni da documentare: senza, l’IVA mancante la paga chi ha fatturato.
In Talete
In Talete il corpo a SAL è un tipo di fatturazione del task: l’avanzamento si aggiorna sulla commessa, l’autorizzazione alla fatturazione dice cosa è pronto e le fatture escono in blocco con l’anteprima, con le impostazioni IVA di Business Central già scelte per cliente e articolo.
Per chi gestisce molti SAL ogni mese, il punto di partenza è avere su ogni commessa tipo di contratto, cliente e trattamento IVA, e lasciare che le fatture li prendano da lì. Come si organizza il lavoro dell’amministrazione a fine mese è descritto nella pagina per amministrazione e fatturazione; per vedere quanta cassa assorbono SAL, IVA e ritenute sulle tue commesse c’è lo strumento cash flow di commessa.
Domande frequenti
Quando si paga l'IVA su un SAL?
Per una prestazione di servizi, come un appalto, l'operazione si considera effettuata al pagamento del corrispettivo (art. 6, comma 3, DPR 633/1972). Se però emetti la fattura prima di incassare, l'IVA è dovuta alla data della fattura, per l'importo fatturato. Nella pratica molte imprese fatturano il SAL quando il cliente lo approva, e da lì l'IVA entra nella liquidazione del periodo.
Entro quando va emessa la fattura del SAL?
La fattura immediata va emessa entro 12 giorni dal momento di effettuazione (art. 21, comma 4, DPR 633/1972), quindi entro 12 giorni dall'incasso se non l'hai emessa prima. Per le prestazioni di servizi documentate si può usare anche la fattura differita, entro il giorno 15 del mese successivo.
Che aliquota IVA si applica a un SAL?
Quella del lavoro che il SAL paga. Di regola è il 22%; il 10% vale per alcuni interventi di recupero edilizio e manutenzione sulle abitazioni e per la costruzione di alcune abitazioni, il 4% per la costruzione della prima casa, secondo la Tabella A del DPR 633/1972. Le condizioni sono precise e vanno verificate caso per caso con il commercialista.
Sul SAL si applica il reverse charge?
Sì, quando il lavoro rientra nell'art. 17, comma 6, del DPR 633/1972: subappalto nel settore edile (lettera a) o installazione di impianti, pulizia, demolizione e completamento relativi a edifici fra soggetti IVA (lettera a-ter). In quei casi il SAL si fattura senza IVA e l'imposta la integra il cliente.
La ritenuta dello 0,50% si fattura?
Negli appalti pubblici la stazione appaltante trattiene lo 0,50% sull'importo netto progressivo e lo svincola dopo collaudo o verifica di conformità (art. 11, comma 6, D.Lgs. 36/2023). La ritenuta riduce quanto ti viene pagato, non l'imponibile del SAL: la fattura riporta l'importo intero e la trattenuta si gestisce come credito da incassare a fine lavori.
Dal 2027 cambiano le regole IVA sul SAL?
Dal 1° gennaio 2027 si applica il Testo unico IVA (D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10), che sostituisce il DPR 633/1972 riordinandone le norme con una numerazione nuova. Secondo le prime letture il contenuto di effettuazione, fatturazione e inversione contabile resta lo stesso, ma i riferimenti normativi in fattura vanno aggiornati: verificali con il commercialista prima di gennaio.
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