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Time tracking: app separata o ore dentro il gestionale?
Time tracking con un'app o con il timesheet del gestionale? Pro e contro, quando basta un'app, cosa chiedere sull'integrazione e le regole su privacy.
Il time tracking è la misura del tempo speso su clienti, commesse e attività: con un timer che parte e si ferma, con le ore scritte a fine giornata o con una registrazione dal telefono dopo un intervento. Per un’azienda di servizi, prima di scegliere l’app conviene decidere dove devono finire le ore. Se servono solo a capire dove va il tempo, un’app separata basta. Se diventano costo della commessa e righe di fattura, devono arrivare nel gestionale: registrate lì o portate lì da un’integrazione che non richieda di ricopiarle.
Le strade sono tre: un’app di time tracking dedicata, il timesheet del gestionale, oppure un’app collegata al gestionale. Qui trovi un confronto, i casi in cui ciascuna ha senso, le domande da fare sull’integrazione prima di comprare e le regole che valgono quando uno strumento registra il lavoro delle persone.

Cos’è il time tracking e cosa misura
Sotto lo stesso nome stanno due misure diverse, che conviene non confondere.
- Il tempo di presenza. Quante ore ha lavorato una persona in una giornata. È un dato del rapporto di lavoro, con regole sue, e finisce nel libro unico del lavoro.
- Il tempo per commessa. Su quali clienti, commesse e attività sono andate quelle ore. È il dato del timesheet, e serve al costo delle commesse, alla fattura e al margine.
Le app di time tracking nascono quasi tutte per la seconda misura: un timer, un elenco di progetti, un report. Il modo di registrare cambia la qualità del dato più della marca dell’app. Un timer avviato quando inizi il lavoro misura; le ore scritte il venerdì per tutta la settimana stimano. La differenza fra registrare e ricostruire è spiegata nella guida alla consuntivazione delle ore.
Come si fa il time tracking, in cinque passi
- Decidi su cosa si registra il tempo. Le commesse e, dentro le commesse, poche attività riconoscibili. Troppo generico («progetto Alfa») non dice dove va il tempo; troppo fine, con venti attività, e nessuno lo compila.
- Decidi cosa è fatturabile. Per ogni commessa: le ore si fatturano a consuntivo, sono comprese in un prezzo a corpo o in un canone, scalano da un pacchetto? Chi registra deve capirlo senza chiedere.
- Registra ogni giorno. Con il timer o a fine giornata, non a fine settimana.
- Fai approvare le ore. Una volta a settimana il responsabile della commessa controlla e approva: le ore approvate sono quelle che diventano costo e fattura.
- Usa le ore. Confronta ogni settimana le ore con il budget della commessa e fattura dalle ore approvate. Un time tracking che nessuno legge smette presto di essere compilato.
Se parti da zero, il modello di timesheet in Excel mette questi passi su un foglio: elenco di commesse e attività, colonna «fatturabile», foglio settimanale da firmare, riepilogo con il budget di ore.
App di time tracking, timesheet del gestionale o app collegata
| App di time tracking | Timesheet del gestionale | App collegata al gestionale | |
|---|---|---|---|
| Avvio | Minuti: un account e si parte | Servono risorse, commesse e task impostati | Serve configurare il collegamento |
| Timer e uso da telefono | Il punto forte | Dipende dal gestionale | Sì, dall’app |
| Commesse e task | Un elenco proprio, da tenere allineato a mano | Gli stessi di costi e fatture | Arrivano dal gestionale, se l’integrazione lo fa |
| Costo orario e margine | Spesso stimati o assenti | Costo della risorsa, sulla commessa | Nel gestionale |
| Approvazione delle ore | Varia da app ad app | Prevista nei gestionali che la gestiscono | Da capire se avviene nell’app o nel gestionale |
| Fattura delle ore | Export, o fattura dall’app | Dalle ore approvate | Nel gestionale, dopo la sincronizzazione |
| Doppio inserimento | Probabile, a fine mese | No | No, se l’integrazione va nei due sensi |
| Dove stanno i dati | Nel servizio del fornitore dell’app | Nel gestionale | In entrambi |
La scelta dipende da cosa fai con le ore: finché servono a capire dove va il tempo, basta la prima colonna; quando diventano costo di commessa e fattura, servono le altre due.
Quando basta un’app di time tracking
Un’app separata è la scelta giusta quando:
- lavori da solo o in un gruppo piccolo, e le ore servono a capire dove va il tempo o a preparare un preventivo migliore;
- fatturi quasi tutto a tempo e materiali con pochi clienti, e l’export mensile delle ore è la fattura;
- non hai un gestionale che gestisca le commesse, o lo usi solo per la contabilità;
- ti serve una misura in fretta, per qualche mese, per decidere se il problema delle ore esiste.
In questi casi il timer, l’app sul telefono e i report pronti valgono più di un’integrazione che non useresti.
Quando le ore devono stare nel gestionale
Il conto cambia quando le stesse ore alimentano più cose: il costo della commessa, la fattura a consuntivo, il residuo di un pacchetto ore, il margine di un canone. A quel punto, a ogni passaggio a mano fra l’app e il gestionale le ore possono cambiare nome, commessa o valore.
Facciamo un esempio con numeri inventati. Alfa Srl ha 25 persone che registrano le ore in un’app separata; a fine mese l’amministrazione esporta un file e lo importa nel gestionale. Ogni mese circa il 3% delle ore arriva su commesse chiuse, con codici scritti in modo diverso o su attività che nel gestionale non esistono. Con 140 ore fatturabili a persona sono 3.500 ore al mese: il 3% fa 105 ore da riassegnare a mano, che a 65 euro l’ora valgono 6.825 euro di fatture ferme finché qualcuno non le sistema. A questo si aggiungono i due giorni che l’amministrazione passa a riconciliare i file. Nessuno di questi numeri compare in un report: si vedono come fatture in ritardo e come ore che non arrivano mai in fattura.
Le ore dentro il gestionale costano all’inizio: risorse con il loro costo, commesse con i task, qualcuno che approva. In cambio, l’ora approvata è già costo sulla commessa e riga da fatturare. Se stai scegliendo il sistema, il tema si lega alla scelta del gestionale aziendale nel suo insieme.
Se scegli un’app separata: le domande sull’integrazione
«Si integra con il tuo gestionale» vuol dire cose molto diverse. Prima di firmare, chiedi di vederlo funzionare su questi punti.
- Commesse e task. Nascono nel gestionale e arrivano nell’app da soli? Quando una commessa si chiude, sparisce dall’app?
- Ritorno delle ore. Le ore tornano nel gestionale come registrazioni sulla commessa, con il costo della persona, o come file da importare?
- Approvazione. Chi approva, e dove? Un’ora approvata si può ancora modificare nell’app?
- Errori. Se la sincronizzazione fallisce, chi se ne accorge, e come?
- Tariffe e costi. Stanno in un posto solo o vanno mantenuti in due?
- Frequenza. Le ore passano subito, ogni notte o quando qualcuno preme un pulsante?
Se la risposta alla seconda domanda è «esporti un CSV», l’app è separata anche se il fornitore la chiama integrata.
Privacy e controllo a distanza
Uno strumento che registra il lavoro delle persone può ricadere nelle regole sul controllo a distanza. Lo Statuto dei lavoratori permette gli strumenti da cui può derivare un controllo a distanza solo per esigenze organizzative, produttive, di sicurezza o di tutela del patrimonio, con un accordo sindacale o, in mancanza, con l’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro; non servono accordo né autorizzazione per gli strumenti usati per rendere la prestazione e per quelli di registrazione degli accessi e delle presenze. In tutti i casi le informazioni raccolte si possono usare solo se il lavoratore è stato informato su come funzionano gli strumenti e su come si fanno i controlli, nel rispetto delle norme sulla privacy (art. 4 della legge 300/1970).
Per le app di timbratura con localizzazione il Garante privacy ha indicato garanzie precise: conservare solo il dato della sede di lavoro con data e ora, mostrare un’icona sempre visibile quando la localizzazione è attiva, non trattare gli altri dati del telefono (newsletter del 10 ottobre 2016).
Le funzioni che vanno oltre la misura del tempo
Alcune app di time tracking offrono screenshot periodici dello schermo, registrazione dell’attività di tastiera e mouse, posizione continua. Misurano il comportamento della persona più che il tempo sulla commessa, e difficilmente rientrano fra gli strumenti per rendere la prestazione. Prima di attivarle verifica con il consulente del lavoro se servono l’accordo sindacale o l’autorizzazione dell’Ispettorato previsti dal primo comma dell’articolo 4.
Se lo stesso strumento deve servire anche per le presenze, c’è un vincolo in più: la Corte di giustizia dell’Unione europea chiede un sistema oggettivo, affidabile e accessibile per misurare l’orario di lavoro giornaliero di ogni lavoratore (sentenza C-55/18). Un timer che ognuno può correggere liberamente difficilmente risponde a questa descrizione.
Le ore dentro Business Central
Se usi Business Central, il timesheet è già nel gestionale. Registra le ore per periodi di una settimana, lega le righe alle risorse e ai progetti, prevede chi approva (per risorsa o il responsabile del progetto) e, dopo l’approvazione, porta le ore sul progetto; si usa anche da telefono (Microsoft Learn, uso dei timesheet).
Talete aggiunge quello che serve a chi lavora su commessa: le ore registrate dal timesheet o dal Portale Talete, anche da telefono per chi è dal cliente, diventano costo sul task giusto e, dove il contratto lo prevede, riga da fatturare. È il caso delle software house e delle aziende IT che hanno sulla stessa commessa lavoro a corpo, canoni e ore a consuntivo.
Per chi lavora presso i clienti, il tempo passa spesso dal rapportino: il modello di rapportino di lavoro tiene separati orari, viaggio e materiali. Se invece stai scegliendo il gestionale, il selettore come scegliere il gestionale ti dice quali guardare per primi nel tuo caso.
Domande frequenti
Cos'è il time tracking?
È la misura del tempo speso su clienti, commesse, progetti e attività. Si fa con un timer da avviare e fermare, registrando le ore a fine giornata o dal telefono dopo un intervento. Serve a sapere dove va il tempo, a calcolare il costo delle commesse e a fatturare le ore ai clienti.
Come si fa il time tracking?
Si decide prima su cosa registrare il tempo (commesse, task, attività) e chi approva le ore. Poi ogni persona registra ogni giorno, con un timer o a consuntivo, e le ore approvate si usano per costo e fattura. Il punto critico è la frequenza: le ore scritte a fine settimana a memoria sono stime, non misure.
Qual è il miglior software gratuito per il time tracking?
Per un freelance o un piccolo gruppo che vuole solo capire dove va il tempo, molte app gratuite con timer bastano. Prima di sceglierne una, però, controlla come esporta i dati e se si collega al tuo gestionale: se le ore devono diventare fattura e costo di commessa, il collegamento conta più delle funzioni del timer.
Meglio un'app di time tracking o il timesheet del gestionale?
L'app è più rapida da adottare e più comoda da usare. Il timesheet del gestionale evita di ricopiare le ore e le lega a costi e fatture. Se lavori a commessa con contratti diversi (a corpo, a canone, a pacchetto ore) e ti serve il margine per commessa, le ore dovrebbero finire nel gestionale, direttamente o con un'integrazione vera.
Un'app di time tracking può registrare la posizione dei dipendenti?
Può farlo solo con garanzie precise. Lo Statuto dei lavoratori regola gli strumenti che permettono un controllo a distanza, e il Garante privacy, per le app di timbratura, ha chiesto di conservare solo la sede di lavoro con data e ora e di mostrare un'icona quando la localizzazione è attiva. Prima di attivare funzioni del genere serve il parere del consulente del lavoro.
Il time tracking serve anche per le presenze?
Sono due misure diverse. Le presenze dicono quante ore ha lavorato un dipendente e finiscono nel libro unico del lavoro; il time tracking dice su quali commesse e attività sono andate quelle ore. Uno strumento può raccogliere entrambe, ma le presenze hanno regole proprie e vanno impostate con il consulente del lavoro.
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